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**Governo: silenzio Draghi agita partiti, timori per lista ministri al buio** (2)

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(Adnkronos) – Una delle convinzione che rimbalza, complice l’ansia crescente, è che Draghi voglia una squadra equilibrata anche dal punto di vista della presenza femminile, “un 50-50”, sostengono diverse voci. E che questo indirizzo possa incidere anche nella scelta sugli ‘innesti’ politici che andranno a far parte del gabinetto del nuovo premier. Una possibilità che manderebbe all’aria i ‘piani’ delle forze in campo, a partire dai dem che contano soprattutto su tre esponenti: Lorenzo Guerini, Dario Franceschini, Andrea Orlando.

Ma anche i 5 Stelle che hanno sulla rampa di lancio Luigi Di Maio e Stefano Patuanelli, mentre sulla presenza di Giuseppe Conte in squadra continua a registrarsi grande incertezza, nonostante il premier uscente, nell’assemblea congiunta dei 5 Stelle, abbia fatto sostanzialmente un passo di lato: potrebbe essere lui il nome giusto per il ministero di Transizione ecologica voluto fortissimamente da Beppe Grillo. In tal caso, per 5 Stelle la favorita potrebbe essere Fabiana Dadone, ex ministra alla P.A. che può contare su un buon seguito nella base parlamentare ma anche nella fiducia dei vertici grillini. Mentre per il Pd il nome giusto potrebbe essere quello di Debora Serracchiani o l’ex ministra Roberta Pinotti.

Apparentemente meno problematica, la questione quote rosa, per gli altri partiti coinvolti. In Fi, infatti, occhi puntati -oltre che su Antonio Tajani- sulle due capigruppo Anna Maria Bernini e Maria Stella Gelmini, mentre la Lega vanta la carta Giulia Bongiorno da giocare e Iv non fa mistero di volere Teresa Bellanova in squadra. Per i partiti minori l’ex ministra Emma Bonino potrebbe essere la scelta ideale.

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