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**Governo: Mirabelli, ‘servono visione organica, riforma Pa e soluzione conflitto con Regioni’**

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Roma, 5 feb. (Adnkronos) – “Turbo a riforme incisive, costituzionali e di dialisi normativa che non complichino e risolvano”. Partendo dalla Pubblica amministrazione “per garantire il ‘buon andamento’, principio garantito dalla nostra Costituzione, attraverso l’unificazione di poteri e responsabilità”; puntando ad una “dialisi normativa della Pa ma anche della Giustizia che renda chiare e semplici le disposizioni legislative e auto applicative senza necessità di costante integrazione di successivi decreti e disposizioni”; intervenendo con una modifica costituzionale attraverso l’inserimento di una “clausola di supremazia, che dirima le controversie e le conflittualità tra Stato e regioni, esprimendo con chiarezza quanto già costituzionalmente previsto”. E’ il quadro di interventi necessari tratteggiato con chiarezza dall’ex presidente della Consulta Cesare Mirabelli che all’Adnkronos spiega: “Occorrono capacità politica di scelta e tecnica, non servente ma integratrice, per l’individuazione e la realizzazione del futuro programma del Governo”.

Ma dovrà essere tecnico o politico? “E’ solamente un gioco di parole – risponde Mirabelli – Comunque sarà un governo politico, se avrà l’appoggio in Parlamento. Sì, Conte parla di esecutivo politico, ma cosa c’è dietro le sue parole? Vuole la vecchia maggioranza con qualche allargamento, o un governo con sue rappresentanze politiche in squadra all’interno per gestire l’emegenza? Oggi – avverte il costituzionalista – non si possono ritirare fuori vecchi arnesi di progetto che non hanno organicità di visione e non sono realizzabili. Più forte della competizione politica in questo momento è la mole dei problemi che abbiamo avanti: fondi europei e salute”.

Come gestirli? “Partendo dalla riforma della pubblica amministrazione – risponde – che senza un liberi tutti garantisca il ‘buon andamento’ e la speditezza dell’azione, principio contenuto nella nostra Costituzione ed interpretabile nella non frammentazione delle procedure, che si può a sua volta raggiungere attraverso l’unificazione dei poteri e delle responsabilità. Questa linea potrebbe trasformarsi in una corsia specifica per i progetti finanziati dall’Europa per i quali vanno superate le frammentazioni territoriali, con strumenti ordinari o straordinari. Pochi progetti, ma strategici, potrebbero avere un effetto moltiplicatore”. Un modello simile al Ponte Morandi? “Certo, la sperimentazione di Genova potrebbe essere implementata sulle grandi opere nazionali, per l’attuazione di progetti Recovery e Next generation Eu. Ma se le risorse saranno disperse in contentini e rivoli ciò sarà irrealizzabile”.

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