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**Governo: Conte si dimette e guarda a ter, ma numeri non ci sono**

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Roma, 26 gen. (Adnkronos) – Ogni giorno la sua pena e oggi la pena si incarna nel pallottoliere del Senato e nell’immagine di un Conte ter che stenta a decollare. Con un Matteo Renzi che appare ancora decisivo: per ora resta scritta sulla sabbia la volontà di rendere i suoi numeri ininfluenti. Per tenere in piedi la maggioranza, il senatore di Rignano resta decisivo, una constatazione che rende i nervi fragili dell’intera maggioranza, dal Pd a Leu, passando da M5S allo stesso Conte.

I numeri a Palazzo Madama sono infatti fermi, sotto quota 10 nonostante il passo indietro del premier Giuseppe Conte, dimissioni che nelle prime ore della giornata avevano portato i ‘pontieri’ a confidare in una svolta, 14 senatori coinvolti nei negoziati. Ma i numeri, in queste ore, vivono sulle montagne russe, così a sera sembrano scendere sotto le due cifre. Tanto che alle 19 di sera a Palazzo Chigi si respira sconforto e pessimismo, il Conte ter appare una mission impossible, le speranze di spuntarla ridotte al lumicino. Rimbalzano le voci di una telefonata tra Conte e Renzi, ma da Palazzo Chigi assicurano che no, non c’è stata nessuna chiamata.

Il presidente del Consiglio sale al Colle a mezzogiorno, dopo un colloquio di appena mezz’ora con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, va al Senato e alla Camera, come da prassi. Poi torna a Palazzo Chigi. Lo staff lavora a un suo discorso, un video o un post scritto da pubblicare sui social. L’ipotesi di una conferenza stampa viene seccamente smentita. Ma a sera non vi è nessuna certezza, se Conte parlerà o deciderà di tacere, anche per rispetto istituzionale. Le prossime ore saranno decisive, per ora però la strada si fa strettissima per il presidente del Consiglio. Che arrivato Papa in Cdm, dove Pd, M5S e Leu hanno professato compattezza attorno al suo nome, rischia di uscire cardinale.

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