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Sciopero metalmeccanici, Pessi (Luiss): “Comprensibile, loro ccnl passaggio chiave per tutti”

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Roma, 5 nov. (Labitalia) – “Il momento è sì difficile, ma lo sciopero dei metalmeccanici è un’azione comprensibile nell’ambito delle relazioni industriali, perché è il rinnovo di un contratto collettivo nazionale di lavoro, quello dei metalmeccanici appunto, che è un passaggio chiave per capire quanto davvero può essere recuperato in termini di potere d’acquisto dei salari”. Lo dice ad Adnkronos/Labitalia Roberto Pessi, giuslavorista e pro-rettore alla Didattica della Luiss.

Pessi spiega: “Il contratto delle tute blu è diventato il riferimento ideologico di 2 posizioni diverse ed è l’azione delle tre confederazioni per scuotere il tavolo della trattativa”.

“Da una parte infatti -osserva Pessi- c’è la posizione chiara di Confindustria e del suo presidente Bonomi, che viene da Assolombarda, strettamente legata a Federmeccanica, che dice: a inflazione zero e con l’economia che è quello che è, si può dare un aumento di 40 euro al mese. Il che non è un recupero del potere d’acquisto, ma solo un mantenimento di quello che già c’è”.

“Dall’altra parte -aggiunge il docente di diritto del Lavoro- c’è il fronte sindacale che cerca di abbattere questo muro, facendo forza anche sul fatto che altre categorie come alimentaristi e sanità privata hanno rinnovato il contratto, anche se in realtà si tratta di settori che in questo momento vanno bene e dunque anche gli industriali hanno trovato conveniente trovare un accordo perché hanno bisogno di manodopera”.

Comunque, il contesto in cui si svolge lo sciopero ha un suo peso. “Confindustria ha ‘vinto’ col governo che ha concesso agli industriali la proroga della cig a costo zero, mentre i sindacati hanno ‘vinto’ col governo sul fronte del blocco dei licenziamenti fino a gennaio. In un certo senso, in questo momento sono pari e lo sciopero dei metalmeccanici ha anche questa funzione: dare una spallata per ottenere qualcosa di più”, dice.

Di base c’è anche un diverso calcolo del peso delle retribuzioni nei confronti dei prezzi al consumo. “Confindustria cita gli indicatori statistici dice che l’inflazione è zero -osserva Pessi- mentre i sindacati ribadiscono che luce e gas sono aumentate del 15%, la frutta del 5% e così via e che questi aumenti non sono rilevati, ma pesano”.

(Mariangela Pani)

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