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Sciopero metalmeccanici, Tiraboschi: “No giudizi, rinnovo contratto sia al passo coi tempi”

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Roma, 5 nov. (Labitalia) – “La delicatezza di uno sciopero in momento storico di così grande incertezza deve farci guardare ancor più nel merito delle ragioni che lo hanno generato”. Michele Tiraboschi, docente di Diritto del Lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, la scuola sulle Relazioni Industriali fondata da Marco Biagi, parla con Adnkronos/Labitalia dello sciopero generale dei metalmeccanici di oggi.

“Veniamo da mesi di crescente disagio e difficoltà per i lavoratori del settore metalmeccanico -ricorda il giuslavorista- in cui imprese e sindacati, attraverso un gesto di grande responsabilità come la sottoscrizione di protocolli sulla sicurezza sul lavoro, hanno provato a mantenere operative le fabbriche (in ambiti produttivi dove il lavoro agile non è la norma come nella Pa) conciliando e non contrapponendo, come fa chi vive ancora oggi di ideologia e slogan del passato, le istanze della salute con le ragioni della produzione”.

“Oggi la sfida è quella di provare nelle condizioni date a rinnovare un contratto nazionale che ha sempre dimostrato di essere al passo con i tempi senza ignorare le difficoltà delle trasformazioni in atto nelle fabbriche. Pensiamo alla introduzione del diritto soggettivo alla formazione e alla decisa spinta nella direzione di uno scambio lavoro contro retribuzione che incorpori anche logiche e misure di welfare”, osserva Tiraboschi.

Insomma, il momento è storico e va colto. “Per questo mi auguro che dopo lo sciopero, la cui decisione e responsabilità è solo di chi lo proclama e lo esercita e su cui è difficile giudicare dall’esterno, si possa discutere di quelle tematiche che oggi sfidano di più la nostra visione del mondo dopo la pandemia”, dichiara Tiraboschi.

“Mi riferisco alla digitalizzazione del lavoro anche nella metalmeccanica e alla necessità di implementare modelli che davvero consentano quel lavoro per obiettivi di cui tanto si parla, della formazione come moderna tutela sul mercato del lavoro che sia davvero garantita a tutti i lavoratori del settore, del welfare come strumento di accompagnamento per imprese e lavoratori che cambiano”, precisa.

“Solo così lo sciopero, sul quale oggi è ormai difficile dare giudizi di valore, potrà tradursi in un passo avanti per un contratto fondamentale per la tenuta dell’ordine economico e sociale in Italia”, conclude il giuslavorista.

(Mariangela Pani)

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