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Milano: progetto per autonomia 18enni che non possono vivere in famiglia

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Milano, 1 nov., (Adnkronos) – Un ponte verso la piena autonomia. E’ il senso di un progetto sperimentale a cui il Comune di Milano aderisce per la seconda volta e che aiuterà ragazze e ragazzi appena diventati maggiorenni, seguiti dai servizi sociali, che non possono vivere in famiglia sulla base di un provvedimento dell’Autorità giudiziaria. Sono ‘care leavers’ a cui sarà data una forma di finanziamento specifico per permettere loro di completare il percorso di crescita.

“Autonomi per legge ma spesso non ancora dal punto di vista lavorativo-reddituale, abitativo e nemmeno psicologico, i diciottenni che non possono contare sul supporto naturale della loro famiglia hanno ancora bisogno di essere seguiti, affiancati, indirizzati”, spiega l’assessore alle Politiche sociali e abitative Gabriele Rabaiotti.

Si tratta di progetti personalizzati di supporto per una decina di ragazzi, che saranno seguiti in relazione ai loro specifici progetti di vita per un periodo che va da uno a tre anni, a partire dal prossimo dicembre, accompagnandoli verso la conquista di una vita adulta, definitivamente autonoma. Con un importo dedicato di 180mila euro, per lo più finanziati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e in parte anche da Regione Lombardia, il progetto si articola in vari interventi, dall’erogazione di “Borse per l’autonomia” (un massimo di 780 euro mensili in alternativa o in attesa dell’ottenimento del Reddito di cittadinanza) all’aiuto nell’individuazione di unacasa, fino all’attivazione di tutor educativi.

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