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Francia: deputato France Insoumise, ‘si cerca di destabilizzare, serve unità del Paese’ (2)

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(Adnkronos) – La France Insoumise, aggiunge il deputato francese, “è sempre stata la prima vittima dell’islam politico ma dall’altra parte abbiamo sempre lottato per evitare che nel Paese possa crearsi un sentimento anti musulmano. Quando ci sono stati alcuni attacchi contro delle moschee abbiamo espresso la nostra solidarietà ai musulmani francesi che non sono i nemici. Bisogna distinguere e evitare di cadere nella trappola di chi vuole alimentare le tensioni tra le comunità”. “Trovo che sia indecente – sottolinea Coquerel – attaccarci mentre c’è la necessità di rispondere a questi attentati con l’unità del Paese. Dopo gli attentati al Bataclan e a Charlie Hebdo, dal basso fino all’alto della società, c’è stato l’unità. Ora più che mai dobbiamo esprimere sentimenti di fratellanza contro l’odio e serve una repressione mirata che colpisca i responsabili e non una comunità nel suo insieme per evitare che si possa creare un’amalgama”.

Rispetto alle polemiche scoppiate tra il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan e il presidente francese Emmanuel Macron, il deputato di France Insoumise sottolinea che “dalla parte della Turchia c’è la volontà di affermare la legittimità del regime ponendosi come difensore dei musulmani e dell’islam politico. Erdogan – osserva Coquerel – sta cercando di prendere le redini dell’islam politico e sta cercando il conflitto. Quello che ci possiamo chiedere è se il Capo dello Stato Emmanuel Macron sta adottando l’atteggiamento necessario per non cadere nella trappola tesa. Con la vicenda del Libano, ad esempio, l’idea di una Francia che si comporta come se il Paese fosse ancora un protettorato ha scioccato fortemente e Erdogan gioca su questo”. Per Coquerel “non bisogna fare nulla che possa tirare l’acqua al mulino di chi vuole creare confusione. E dobbiamo farlo mantenendo saldi i nostri principi, i nostri valori e difendendo la libertà di espressione”.

Il deputato francese non esclude che le nuove restrizioni annunciate dal Governo per far fronte all’emergenza coronavirus possano avere ‘accelerato’ l’azione dell’attentatore di Nizza. “Non è da escludere che prima del lockdown qualcuno abbia voluto segnare gli animi e passare all’atto. Purtroppo temevo nuovi attentati e una nuova serie di atti con l’obiettivo di destabilizzare il paese, e forse anche con qualche legame legato alla geopolitica”, spiega Coquerel.

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