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“Digestione anaerobica ha rivoluzionato l’agricoltura”

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Roma, 29 ott. – (Adnkronos) – “La digestione anaerobica ha rivoluzionato il nostro modo di fare agricoltura” e ora “siamo dentro un percorso inderogabile che è quello del Green New Deal e in questo percorso riteniamo di aver sperimentato risposte concrete e in linea con le strategie Ue” grazie a un modello, quello del digestore anaerobico, che punta “a produrre di più con meno risorse”. Così Piero Gattoni, presidente del Consorzio italiano biogas, in occasione della diretta streaming organizzata dal Cib per lanciare “Farming for Future. 10 azioni per coltivare il futuro”, road map per la trasformazione agro-ecologica dell’agricoltura italiana, sottolineando che “Senza l’agricoltura non può esserci soluzione al problema climatico”

Il progetto “Farming for future”, che nasce durante il lockdown, “rappresenta la sintesi del lavoro fatto dal consorzio in questi 10 anni di attività durate la quale abbiamo inserito la digestione anaerobica come tecnologia nelle nostre aziende. Nasce – spiega Gattoni – dall’esperienza fatta da imprenditori agricoli e industrie: partiti dalla necessità di produrre energia rinnovabile, ci siamo resi conto che questa tecnologia stava rivoluzionando il nostro modo di fare agricoltura: abbiamo iniziato ad avere la fertilizzazione organica tramite digestato, ottenuto un’intensificazione sostenibile delle colture, uno stimolo positivo nelle tecnologie di meccanica agraria… Insomma, il digestore ha rappresentato un grande impulso di innovazione, non solo in campo energetico, e le nostre aziende hanno rappresentato un laboratorio in questi anni”.

La riflessione che portato alle 10 azioni di “Farming for Future” parte dal modello del ‘Biogas fatto bene’ su cui il Cib ha lavorato in questi anni, “in cui il digestore anaerobico diventa il centro di un nuovo modello di economia circolare che porta, a livello locale, al riciclo dei nutrienti, la valorizzazione delle sottoproduzioni, produrre di più con meno risorse”, spiega Gattoni.

“Abbiamo cercato di immaginare come saremo al 2030 e al 2050 e lo abbiamo fatto con queste 10 azioni che evidenziamo come la digestione anaerobica può essere uno stimolo per la transizione agroecologica dell’agricoltura. Azioni che non riguardano solo la digestione anaerobica ma un approccio nuovo e complessivo dell’agricoltura – continua il presidente del Cib – nelle nostre aziende, quelle che hanno investito nel biogas, abbiamo contribuito alla produzione di energia rinnovabile, all’aumento della fertilizzazione organica attraverso il digestato, abbiamo gestito meglio gli affluenti zootecnici e risotto le emissioni degli allevamenti, abbiamo incrementato la fertilità dei suoli, si è sviluppato l’approccio al precision farming…” Di cosa c’è bisogno ora? “Di conoscenza – risponde Gattoni – perché lo sviluppo della bioeconomia passa attraverso i territori; di condivisione con il mondo dell’associazionismo agricolo; di una governance coerente, di indirizzi chiari e norme applicabili. Ad oggi non siamo ancora riusciti ad applicare un decreto del 2018 sullo sviluppo del biogas in agricoltura”.

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