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Mafia: pm Paci, ‘Ergastolo Messina Denaro solo dopo 28 anni? Troppi depistaggi’/Adnkronos

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Caltanissetta, 21 ott. (Adnkronos) – “Ci sono stati troppi depistaggi, troppe false informazioni fornite da falsi collaboratori di giustizia o pseudo collaboratori, ecco perché ci sono voluti 28 anni per arrivare a una sentenza per il boss latitante Matteo Messina Denaro, coinvolto nelle stragi mafiose del 1992”. Sono passate poco più di dodici ore dalla condanna all’ergastolo per la ‘primula rossa’, il numero uno dei latitanti mafiosi, accusato di essere tra i mandanti delle stragi in cui furono uccisi i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e il Procuratore aggiunto di Caltanissetta Gabriele Paci è già in aula per rappresentare l’accusa nel processo per il presunto depistaggio sulle indagini sulla strage Borsellino. Udienza poi rinviata a novembre per questioni tecniche.

Paci, in un colloquio con l’Adnkronos, parla del processo terminato dopo più di due anni e mezzi con la condanna al carcere a vita per Matteo Messina Denaro. Un verdetto arrivato alla mezzanotte di ieri dopo 14 ore di camera di consiglio. “Alcuni collaboratori – dice Paci – sono stati messi nelle condizioni di dire stupidaggini perché sentivano cose de relato oppure hanno enfatizzato la figura di Mariano Agate che qualcuno ha indicato come capo di Cosa nostra”.

Paci, che ieri notte era presente in aula per seguire la sentenza, si dice “soddisfatto” per l’esito del processo. Perché, spiega, “la condanna all’ergastolo è una rampa di lancio per una serie di indagini che adesso si possono fare con l’avallo di una sentenza”.

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