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Cosa succede ai cervelli degli astronauti mentre viaggiano nello spazio?

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Un team di neuroscienziati svela cosa accade al cervello degli astronauti durante i viaggi spaziali

Una serie di scansioni cerebrali sui cosmonauti russi rivela che passare del tempo nello spazio fa cose strane al cervello umano.

Un team di neuroscienziati provenienti da un lungo elenco di università europee ha scoperto che le missioni a lungo termine sulla Stazione Spaziale Internazionale hanno temporaneamente “riorganizzato” – ma per fortuna senza averli danneggiati in modo permanente – i cervelli dei cosmonauti.

Lo hanno raccontato in una ricerca pubblicata sulla rivista Science Advances.

I cambiamenti devono ancora essere studiati in maniera approfondita, ma il fatto che non ci troviamo di fronte a danni irrecuperabili è un segno positivo per la fattibilità futura delle missioni a lungo termine nello spazio.

Negli ultimi anni sono emersi numerosi studi che dimostrano che passare del tempo in condizioni di microgravità può causare diversi cambiamenti biomedici – tra cui il peggioramento della vista, la riduzione della densità ossea e il gonfiore del cervello.

Questa nuova ricerca, in cui gli scienziati hanno effettuato centinaia di scansioni cerebrali di 11 cosmonauti maschi, ha dimostrato che il loro cervello fluttuava effettivamente in un punto diverso dal normale all’interno del cranio e che quindi era l’accumulo di fluido intorno agli occhi la causa principale della vista danneggiata.

Per fortuna, gli scienziati hanno anche scoperto che i cambiamenti neurali sono tornati alla normalità circa sette mesi dopo il ritorno sulla Terra.

Quindi, anche se potremmo non sapere quali effetti potrebbe avere un viaggio nello spazio profondo sul corpo umano fino a quando non verrà tentata una tale missione, gli scienziati almeno sanno che i danni causati dall’attuale portata dell’esplorazione spaziale non sembrano durare per sempre.

 

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