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Energia: Snam, ‘con idrogeno coperto 23% domanda al 2050, Italia può essere hub’

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Cernobbio, 5 set. (Adnkronos) – L’Italia può diventare “uno degli hub europei dell’idrogeno” per una serie di motivi: “abbiamo un vantaggio temporale – siamo partiti prima – infrastrutturale, geopolitico e geografico”, ha sottolineato Marco Alverà, amministratore delegato di Snam, alla presentazione al Forum Ambrosetti della ricerca ‘H2 Italy 2050: una filiera nazionale dell’idrogeno per la crescita e la decarbonizzazione dell’Italia’, realizzato da The European House-Ambrosetti in collaborazione con Snam.

Tra le potenzialità più rilevanti della decarbonizzazione e dello sviluppo della filiera, c’è quella occupazionale: l’incremento del valore della produzione, che nel periodo 2020-2050 può ambire a essere compresa tra 890 e 1.500 miliardi di euro, permetterà di creare un impatto occupazionale importante compreso tra 320mila e 540mila posti di lavoro al 2050 considerando effetti diretti, indiretti e indotti sulla catena del valore. In termini di contributo al Pil, è stato stimato un valore aggiunto (diretto, indiretto e indotto) compreso tra 22 e 37 miliardi di Euro al 2050.

Secondo gli scenari di penetrazione per l’Italia, l’idrogeno ha il potenziale di coprire il 23% della domanda energetica nazionale al 2050. Tale aumento della quota di idrogeno nei consumi energetici finali permetterebbe al Paese di ridurre le emissioni di 97,5 milioni di tonnellate di CO2eq, corrispondente a una riduzione di circa il 28% rispetto alle emissioni climalteranti italiane odierne. Poi, con lo sfruttamento dell’idrogeno nei consumi finali, l’Italia potrà apportare un contributo fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici. Al 2050, si stima una penetrazione potenziale del 23% dell’idrogeno nei consumi finali, che può permettere un taglio nelle emissioni di C02 del 28% rispetto all’anno base 2018.

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