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Energia: è online nuova newsletter Gme (2)

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(Adnkronos) – Le politiche Ue e le iniziative internazionali per la riduzione delle emissioni di metano si sono concretizzate innanzitutto con la Comunicazione sull’European Green Deal che “ha identificato le eccessive emissioni di metano come una questione importante e urgente che richiede un intervento strategico – hanno spiegato i tre ricercatori -. Le emissioni combinate di metano da energia, agricoltura e rifiuti costituiscono la quasi totalità delle emissioni di metano antropogeniche. Per far ciò, la Commissione sta lavorando a una strategia integrata che copra i settori dell’energia, dell’agricoltura e dei rifiuti, per affrontare le emissioni di metano e sfruttare le sinergie tra questi settori”.

A livello internazionale, invece, “la principale iniziativa volta al controllo e alla riduzione delle emissioni di metano è stata lanciata dal Segretario generale delle Nazioni Unite (Onu) in occasione del vertice sul clima del 2014, ed è stata creata dal Climate and Clean Air Coalition (Ccac) e dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep). Il progetto è strutturato sulla collaborazione volontaria delle principali aziende mondiali del settore, ed è stato denominato Oil and Gas Methane Partnership (Ogmp). Obiettivo aiutare le imprese a ridurre le emissioni di metano in particolare nelle operazioni a monte di petrolio e gas (esplorazione, estrazione e produzione) oltre alla sensibilizzazione a livello globale sul metano. Nelle intenzioni dell’Ogmp è possibile ridurre le emissioni di metano del 45% entro il 2025, e tra il 60% e il 75% entro il 2030”, hanno ricordato Checchi, Franci e Gavagnin, aggiungendo che il meccanismo volontario Ogmp “è poi stato implementato nel 2020, per migliorare la consapevolezza e una migliore conoscenza dell’impatto sul clima delle emissioni di metano, con lo sviluppo del framework di reporting Ogmp 2.0 come piattaforma di segnalazione standard sul metano”.

Ma cosa si può fare per ridurre in concreto le emissioni? “La capacità della filiera del gas naturale di essere efficace nella fase di transizione energetica dipende dalla capacità di dimostrare con azioni adeguate di essere in grado di ridurre le emissioni di metano – hanno evidenziato gli analisti -. Il caso delle importazioni del gas naturale, che incorporano tassi di emissione più elevati di quelle dei paesi europei, ripropone le stesse contraddizioni già emerse con i fenomeni di carbon leakage che penalizzano l’industria manifatturiera italiana e europea con effetti ambientali negativi a livello globale. Per questo è essenziale che l’UE si doti in tempi brevi di una ‘Methane Strategy’ per la riduzione delle emissioni di metano del settore energetico come previsto dallo European Green Deal”.

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