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Coronavirus: arrivano ‘restaurant bond’ per sostenere ristorazione italiana

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Roma, 10 apr. (Labitalia) – A seguito dell’emergenza Covid-19 e delle restrizioni sulle aperture al pubblico dei locali italiani, più di 300.000 punti ristoro hanno dovuto chiudere, lasciando a casa quasi un milione e mezzo di addetti ai lavori. Nasce così Save One Seat (‘Salva un posto’), una piattaforma creata per supportare economicamente i ristoranti e i bar di tutta Italia durante questo periodo delicato. “La nostra missione è quella di supportare il settore della ristorazione italiana nel breve periodo fornendogli liquidità per limitare gli impatti economici delle necessarie misure di prevenzione”, spiegano i promotori. L’idea di base è semplice: chiunque può scegliere un ristorante e comprare oggi un buono per un pasto futuro da spendere alla riapertura del locale selezionato. I punti ristoro avranno così liquidità immediata per ripartire dopo la crisi e i clienti avranno a disposizione 12 mesi dall’acquisto per poter utilizzare il Buono Sos. I ristoratori possono registrarsi gratuitamente al link https://saveoneseat.typeform.com/to/vurjhb e creare un loro profilo sul sito. Save One Seat è un’iniziativa no profit e non trattiene alcuna commissione per il servizio offerto.

“Questo ci differenzia da molti servizi simili che sono nati. Abbiamo già oltre 150 ristoranti registrati in tutta Italia, ed abbiamo ricevuto offerte di collaborazione da molti partner di settore che ci aiuteranno ad espandere l’iniziativa. Save One Seat è una iniziativa ideata e promossa dall’hub di Roma dei Global Shapers, estesa poi a tutti gli Hub italiani che hanno collaborato alla realizzazione. I Global Shapers sono un’organizzazione di giovani sotto i 30 anni, nata nel 2011 per iniziativa del World Economic Forum, con hub in oltre 400 città in tutto il mondo. In Italia è presente in nove città (Torino, Milano, Trento, Venezia, Genova, Firenze, Roma, Bari, Palermo) e opera come associazione di promozione sociale.

Le attività includono progetti di promozione delle pratiche sostenibili a livello locale, progetti di educazione alla sostenibilità e all’imprenditorialità, e progetti di inclusione sociale, per esempio di migranti e di giovani detenuti. “Vogliamo contribuire nel nostro piccolo a salvare il Paese dalle conseguenze del Covid-19. Lo facciamo senza uscire dalle nostre case, utilizzando le opportunità del digitale e della rete. Ci rialzeremo da questa crisi soltanto con la solidarietà, non solo intergenerazionale, ma anche fra chi ha un lavoro e uno stipendio assicurato, e chi, come i ristoratori e alcuni liberi professionisti, è nell’incapacità di poter guadagnare”, afferma Maria Ida Palmieri, Curator Global Shapers Rome Hub.

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