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Coronavirus: consulenti tributari, dl Cura e Liquidità? Aspettiamo inizio terapia

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Roma, 16 apr. (Labitalia) – “Stiamo aspettando l’inizio della terapia”. Così il presidente dell’Associazione nazionale consulenti tributari, Celestino Bottoni, giudica i due decreti Cura Italia e Liquidità, approntati al momento dal governo italiano per far uscire il Paese dalla crisi generata dalla pandemia di coronavirus. “Intanto – prosegue il presidente Ancot- sono evidenti e chiari i primi segnali di una crisi economica che ci potrebbe accompagnare per tutto il 2020 ed anche negli anni a seguire. Dovremo aspettare l’inizio della terapia, per capire se effettivamente gli strumenti messi in campo e i prossimi di metà aprile sapranno fronteggiare questo nemico invisibile, che sta mettendo in ginocchio tutto il mondo”.

In realtà, “la terapia adoperata per le imprese si basa quasi esclusivamente su un sovraindebitamento, che viene garantito dallo Stato. Ovviamente, ci rendiamo conto della gravità della situazione, dell’unicità di questa nuova realtà che stiamo vivendo e dei provvedimenti straordinari attuati. Il nostro non vuol essere un giudizio critico della proposta normativa, ma solo una presa d’atto della tempistica degli aiuti attesi. Dopo la chiusura totale delle attività, ci sarà una fase di lenta e graduale ripresa”.

“Le attività – sostiene Bottoni – dovranno rispettare i vari protocolli sanitari con ulteriori costi, con una diversa e minore produzione di beni e servizi per ottemperare ai protocolli sanitari. L’effetto di tutto ciò sarà la produzione di beni e servizi diversi per un lungo periodo”.

“Oggi – fa notare – le imprese hanno bisogno di essere veramente sostenute, soprattutto finanziariamente; quindi, hanno bisogno di ottenere l’accreditamento dei prestiti e l’erogazione di contributi straordinari per riprendere fiducia e ridare a loro volta fiducia agli stessi mercati per riprendere le attività in maniera diversa, così come solo gli italiani sanno fare per ingegno e innovazione. Siamo italiani e siamo sicuri che ne usciremo vittoriosi”.

Sarebbe stato necessario, come chiesto dall’Ancot, il rinvio di tutti gli adempimenti fiscali e dei relativi versamenti per allentare almeno la leva fiscale e indirettamente creare una liquidità momentanea: “in caso contrario, molti contribuenti potranno anche rateizzare i loro debiti fino a tutto novembre, ma senza un riavvio delle attività non potranno adempiere alla prima rata di maggio, non avendo forse le disponibilità finanziarie. Ci resta solo da confidare nel prossimo decreto di metà mese per un approccio diverso”.

“Non solo – avverte il presidente Bottoni – l’Ancot ha rilevato criticità, ma ha avuto il privilegio e l’onore di poter seguire le attività del Colap, della confederazione Asso e della confederazione Aepi con le quali ha condiviso le linee generali per la fiscalità. Proprio nel momento della necessità bisogna fare quadrato e unire le forze”.

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