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Da addetti pulizie a personale sanitario, i lavori più richiesti nell’emergenza Covid

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Roma, 24 apr. (Labitalia) – In periodo di lockdown generalizzato e di chiusura forzata di imprese e lavoro a causa dell’emergenza coronavirus, con conseguenti impatti occupazionali, ci sono diversi settori produttivi, aziende e lavori, invece, che stanno avendo un boom di richieste proprio, e forse grazie, al periodo di quarantena diffusa. Orienta, ha stilato un elenco delle professioni e dei lavori più in voga in questo periodo indicando anche una percentuale di aumento delle richieste nell’ultimo mese: +61,50%. Circa il 40% dei candidati, inoltre, è disponibile a spostarsi in altre città diverse da quella di residenza.

Ecco i lavori più richiesti: addetti alle pulizie e alla sanificazione (la loro mansione è occuparsi della sanificazione degli ambienti); magazzinieri (gestione e operatività di magazzino); operai generici nell’industria alimentare; banconisti e scaffalisti della grande distribuzione, Gdo (con mansioni di riassortimento scaffali e gestione merce); montatori meccanici e manutentori (con mansioni di controllo dei macchinari, manutenzione, utilizzo di strumenti di diagnostica, test di collaudo); contabili e impiegati nell’industria alimentare (con mansioni di gestione della contabilità ordinaria, fiscale e fatturazione elettronica); addetti assemblaggio prodotti medicali (confezionamento e imballaggio materiale plastico); addetti al picking e gestione degli ordini (con mansione di gestione degli ordini della spesa online).

Boom di richieste anche di personale sanitario. Oltre alle continue richieste di infermieri e medici, gli ospedali hanno bisogno in questo momento anche di tecnici di laboratorio, assistenti sanitari, operatori socio sanitari e magazzinieri farmaceutici, questi ultimi fondamentali per l’approvvigionamento dei farmaci. E’ l’intera struttura ospedaliera che in questa fase di emergenza coronavirus è sotto stress e di conseguenza sono molteplici le richieste di personale di vario livello e competenza.

“Per usare un’immagine evocativa di cosa sta accadendo pensiamo al dio della mitologia romana Giano bifronte noto per avere due facce. Ecco, è quello che sta avvenendo nella nostra economia in tempi di crisi epidemica. Abbiamo una faccia buia, ossia le tante aziende che sono chiuse e non stanno fatturando per ovvie ragioni, con evidenti ricadute occupazionali. Abbiamo, per contro, anche un’altra faccia meno buia (ovviamente parliamo per metafora consapevoli che siamo tutti colpiti dalla gravità della situazione), che sta fatturando e assumendo”, spiega Giuseppe Biazzo, ad Orienta.

“Vista l’indiscutibile necessità di mantenere aperte tutte quelle realtà produttive di importanza strategica in questo momento, di fatto queste aziende stanno lavorando a ritmi serrati e con richieste di assunzioni importanti. Penso ai settori medicali, della grande distribuzione, dell’alimentare, del commercio elettronico, delle consegne a domicilio e cosi via. Discorso a parte il settore della sanità, ovviamente, che vive settimane di iperlavoro e straordinariamente impegnato alla tutela della salute di tutti noi”, aggiunge.

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