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Coronavirus: primario Rianimazione Bergamo, ‘situazione migliora ma futuro è ignoto’ (3)

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(Adnkronos) – La situazione di normalità nei reparti, però, è ancora lontana. “In mancanza di test sierologici e tamponi per tutti – spiega Lorini – è difficile aprire un ospedale che è stato Covid, rischiamo di contaminare persone malate. Abbiamo fatto urgenze, trapianti, ciò che non potevamo non fare. Adesso, dopo i test, si aprirà lentamente, ma con il massimo della sicurezza possibile per tutti”.

Secondo il primario, è ancora presto per capire gli effetti psicologici della crisi sanitaria sui suoi colleghi, medici e infermieri. “Alcuni sono rimasti più lucidi, altri più fragili non hanno retto, ne hanno risentito, questo fa parte della vita”. Per Lorini, i momenti più critici sono stati quelli organizzativi: “Alzavo una palizzata venerdì, mi inventavo – racconta – un’area intensiva per altri otto pazienti che dovevano essere intubati, e lunedì bisognava inventarsene un’altra. Siamo andati avanti così per tre settimane così”.

La prova più forte “quando ho dovuto intubare chirurghi e anestesisti che lavorano e hanno lavorato vent’anni con me, amici di sempre”.

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