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Carceri: Di Matteo, ‘non chiesi a Bonafede perché cambiò idea ma fui sorpreso’

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Palermo, 6 mag. (Adnkronos) – “Non chiesi al ministro Bonafede perché aveva cambiato idea” sulla mia nomina al Dap “ma rimasi sorpreso”. Lo ha detto il consigliere del Csm Antonino Di Matteo in una intervista a Repubblica. Di Matteo, nel giugno 2018, dopo avere ricevuto la proposta dal Guardasigilli aveva chiesto due giorni di tempo per riflettere e scegliere. Ma dopo appena 24 ore si recò al Ministero della Giustizia per dire a Bonafede di avere scelto di accogliere la richiesta del Dap. Ma il ministro gli propose di accogliere la proposta di andare a capo degli Affari penali.

“Devo presumere che quella notte qualcosa mutò all’improvviso- racconta – Bonafede insistette sugli Affari penali, parlò di moral suasion con la collega Donati (che in quel momento era a capo degli Affari penali ndr) perché accettasse un trasferimento. Non dissi subito no, ma manifestai perplessità. Siamo a giugno, disse Bonafede, lei mi manda il curriculum, a settembre sblocchiamo la situazione”.

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