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Grana Padano, il made in Italy che conquista l’estero

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Alcune stime Istat mostrano come la produzione di Grana Padano nel 2011 sia cresciuta. Oltre 4.600.000 forme prodotte, un incremento del 6% rispetto al 2010. E le vendite fanno registrare risultati ottimi, sia in Italia che all’estero

Che cosa sarebbe un piatto di pasta al ragù senza una bella spolverata di grana padano? E come si potrebbe fare a meno, soprattutto per chi è attento alla linea, di quella azzeccata combinazione di bresaola, rucola e scaglie del famoso formaggio “made in Italy”? Per fortuna i rischi non si corrono, dato che la produzione di Grana Padano, uno dei prodotti di punta dell’agroalimentare italiano, va a gonfie vele.

E le vendite fanno registrare risultati ottimi, sia in Italia che all’estero. Secondo alcuni recenti dati elaborati, nel 2010 sono state prodotte 4.345.993 forme per un valore al consumo di quasi 2,4 miliardi di euro. Un milione e 300 mila forme sono state esportate in ogni parte del mondo, per un valore al consumo di circa 720 milioni di euro. A oggi, secondo alcune stime effettuate sulla base di dati Istat, la produzione 2011 è in crescita e si attesta oltre le 4.600.000 forme, facendo registrare un incremento del 6% rispetto al 2010.

Allo stesso modo, l’export 2011 è cresciuto del 5,3%, arrivando a circa 1.400.000 forme. I mercati esteri di riferimento del Grana Padano sono quelli storicamente più attenti al “mangiare italiano”: la Germania è il maggior importatore (8,2% rispetto al 2010), ma ottime performance sono fatte registrare dalla Russia (un balzo di addirittura il 31,5% rispetto all’anno precedente) e dal Canada (con un +22%).

 

(Giacomo Gallo)

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