Spighe Verdi 2026: sono 97 i Comuni rurali più sostenibili d’Italia (il Piemonte fa il pieno)
di Redazione Ecoseven – 25/06/2026

Spighe Verdi 2026| Sono 97 i Comuni rurali italiani premiati con la Spiga Verde 2026, sette in più rispetto ai 90 dello scorso anno: 10 i nuovi ingressi, 3 le località non confermate. L’annuncio è arrivato il 25 giugno 2026 a Roma, nella cerimonia ospitata dal CNR. Le Spighe Verdi sono per i borghi rurali ciò che la Bandiera Blu è per le località balneari: un eco-label assegnato dalla FEE (Foundation for Environmental Education) in collaborazione con Confagricoltura, che certifica la gestione sostenibile del territorio. Il riconoscimento ha premiato 15 Regioni, con il Piemonte in testa assoluta grazie a 22 Comuni. Ecco cosa sono le Spighe Verdi, come si ottengono e l’elenco completo dei Comuni premiati regione per regione.
C’è un riconoscimento che racconta l’Italia meno conosciuta, quella dei borghi rurali, delle aree interne, delle campagne che scelgono la sostenibilità come strategia di sviluppo. Sono le Spighe Verdi, e l’edizione 2026 — l’undicesima — segna un nuovo record di adesioni. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e chi ha vinto.
Cosa sono le Spighe Verdi: la “Bandiera Blu” della campagna
Per capire le Spighe Verdi, il paragone più efficace è proprio quello con le Bandiere Blu. Entrambe sono assegnate dalla FEE – Foundation for Environmental Education, l’organizzazione internazionale presente in 85 Paesi che da oltre quarant’anni gestisce l’eco-label delle località balneari. Se la Bandiera Blu premia le spiagge, la Spiga Verde fa lo stesso per i Comuni rurali.
Il programma, nato in Italia dalla collaborazione tra FEE Italia e Confagricoltura, non è una semplice etichetta: è un percorso. Guida le amministrazioni comunali, passo dopo passo, ad adottare strategie di gestione del territorio orientate alla sostenibilità ambientale e alla qualità della vita. La certificazione vale un anno, e i Comuni possono ricandidarsi nelle edizioni successive — proprio perché l’obiettivo è il miglioramento continuo, non il traguardo una tantum.
Un elemento distingue le Spighe Verdi da molti riconoscimenti: il ruolo centrale dell’agricoltura. È nel mondo agricolo, secondo i promotori, che deve avvenire la “vera rivoluzione culturale” verso la sostenibilità. Per questo il programma coinvolge non solo le amministrazioni, ma anche le imprese agricole e le comunità locali.
Come si ottiene: 67 indicatori e 16 macro-aree
Dietro la Spiga Verde c’è una valutazione rigorosa, ed è questo a darle credibilità. Una Commissione esamina ogni Comune candidato secondo uno schema procedurale che si basa su 67 indicatori, raggruppati in 16 macro-aree tematiche.
Gli ambiti valutati coprono l’intero spettro della sostenibilità territoriale: dalla partecipazione pubblica all’educazione ambientale, dall’assetto urbanistico all’agricoltura, dalla protezione della biodiversità alla conservazione del paesaggio, dalla tutela del suolo alla gestione dei rifiuti, fino a efficienza energetica, qualità dell’aria, dell’acqua e dell’ambiente sonoro, mobilità sostenibile, turismo e gestione del rischio.
Alla valutazione contribuiscono diversi enti istituzionali, tra cui il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, il Ministero del Turismo, il CNR, l’ISPRA e Confagricoltura. Un sistema di verifica che, come sottolineano i promotori, rafforza la serietà del marchio e spinge i Comuni a intraprendere percorsi concreti di miglioramento.
I numeri dell’edizione 2026
L’edizione 2026 si chiude con il segno più. I Comuni premiati salgono a 97, contro i 90 del 2025: dieci nuovi ingressi e tre mancate conferme. Il riconoscimento si distribuisce su 15 Regioni, a conferma di un fenomeno che attraversa l’intera penisola, da Nord a Sud.
Il dato più significativo, soprattutto per chi guarda da Nord-Ovest, è il primato del Piemonte: con 22 Comuni premiati, la regione è capofila assoluta della classifica nazionale, trainata dai borghi delle Langhe e del Monferrato — territori dove vino, paesaggio e turismo enogastronomico si intrecciano già da tempo. Segue la Calabria con 11 località, mentre Marche e Campania si attestano a quota 9.
L’elenco completo dei Comuni Spighe Verdi 2026, regione per regione
Ecco tutte le 97 località premiate, suddivise per regione in ordine di numerosità:
Piemonte (22): Acqui Terme, Alba, Barolo, Barone Canavese, Bra, Caluso, Candia Canavese, Canelli, Carignano, Centallo, Cherasco, Chiusa di Pesio, Farigliano, Gamalero, Gavi, Guarene, Monforte d’Alba, Narzole, Poirino, Pralormo, Santo Stefano Belbo, Volpedo.
Calabria (11): Belcastro, Cariati, Crosia, Locri, Miglierina, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Santa Maria del Cedro, Sellia Marina, Trebisacce, Villapiana.
Marche (9): Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano, Montelupone, Numana, Senigallia, Sirolo.
Campania (9): Agropoli, Ascea, Capaccio-Paestum, Conca della Campania, Foiano di Val Fortore, Massa Lubrense, Moio della Civitella, Monteforte Cilento, Positano.
Umbria (8): Deruta, Gubbio, Montecastrilli, Montefalco, Norcia, Scheggino, Todi, Trevi.
Puglia (8): Andria, Bisceglie, Castellaneta, Carovigno, Maruggio, Nardò, Ostuni, Troia.
Lazio (7): Canale Monterano, Gaeta, Morro Reatino, Pontinia, Rivodutri, Sabaudia, San Felice Circeo.
Toscana (6): Bibbona, Castiglione della Pescaia, Castagneto Carducci, Gambassi Terme, Grosseto, Orbetello.
Liguria (4): Andora, Borgio Verezzi, Lavagna, Sanremo.
Sicilia (3): Modica, Ragusa, Vittoria.
Abruzzo (3): Gioia dei Marsi, San Salvo, Tortoreto.
Veneto (2): Montagnana, Porto Tolle.
Basilicata (2): Nova Siri, Pisticci.
Lombardia (2): Ome, Sant’Alessio con Vialone.
Emilia-Romagna (1): Parma.
Cosa significa concretamente: turismo, agricoltura e territori
Al di là del prestigio, la Spiga Verde ha ricadute pratiche su tre fronti.
Per il turismo, è un marchio di qualità ambientale sempre più riconoscibile. Come la Bandiera Blu orienta le scelte di chi cerca mare pulito, la Spiga Verde diventa un riferimento per il turismo rurale, enogastronomico ed esperienziale — un segmento in forte crescita. Per chi pianifica le vacanze, è una bussola verso borghi che hanno investito in paesaggio, sostenibilità e accoglienza.
Per l’agricoltura, il riconoscimento valorizza il ruolo del settore primario come “spina dorsale” delle aree interne. Come ha sottolineato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, l’agricoltura non produce solo beni alimentari, ma dà impulso a ricettività, enogastronomia e turismo, curando al tempo stesso il paesaggio.
Per i territori, infine, è uno strumento di sviluppo che punta a coniugare crescita economica e tutela ambientale. Come ha dichiarato Claudio Mazza, presidente di FEE Italia, le Spighe Verdi dimostrano che la sostenibilità non riguarda solo le città o le coste, ma è un fattore decisivo anche per i comuni rurali e le aree interne, custodi di un patrimonio ambientale e culturale unico.
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FAQ – Domande frequenti
Cosa sono le Spighe Verdi?
Sono un riconoscimento ambientale assegnato dalla FEE (Foundation for Environmental Education) in collaborazione con Confagricoltura ai Comuni rurali italiani che si distinguono per la gestione sostenibile del territorio. Rappresentano, per i borghi rurali, l’equivalente della Bandiera Blu assegnata alle località balneari dalla stessa organizzazione.
Quanti sono i Comuni premiati nel 2026?
Nell’edizione 2026, l’undicesima del programma, le Spighe Verdi sono state assegnate a 97 Comuni rurali, sette in più rispetto ai 90 del 2025. Si contano 10 nuovi ingressi e 3 Comuni non confermati, distribuiti in 15 Regioni italiane.

Quale regione ha ottenuto più Spighe Verdi?
Il Piemonte è la regione capofila con 22 Comuni premiati da spighe verdi 2026, il numero più alto a livello nazionale. Seguono la Calabria con 11 località, poi Marche e Campania con 9 riconoscimenti ciascuna.
Come si ottiene la Spiga Verde?
I Comuni vengono valutati da una Commissione sulla base di 67 indicatori raggruppati in 16 macro-aree tematiche, che spaziano dall’agricoltura alla gestione dei rifiuti, dalla qualità dell’acqua alla mobilità sostenibile. Alla valutazione partecipano enti come il Ministero dell’Agricoltura, il Ministero del Turismo, il CNR e l’ISPRA. La certificazione ha validità di un anno.
Che differenza c’è tra Spighe Verdi e Bandiere Blu?
Entrambe sono assegnate dalla FEE, ma premiano contesti diversi: la Bandiera Blu certifica la qualità ambientale delle località turistiche balneari e dei loro mari, mentre la Spiga Verde riconosce la gestione sostenibile del territorio nei Comuni rurali, con un’attenzione particolare all’agricoltura e al paesaggio.
In breve
Le Spighe Verdi 2026 premiano 97 Comuni rurali italiani, sette in più dei 90 del 2025, con 10 nuovi ingressi e 3 non confermati. Assegnate dalla FEE in collaborazione con Confagricoltura, sono l’equivalente rurale della Bandiera Blu: un eco-label che certifica la gestione sostenibile del territorio sulla base di 67 indicatori in 16 macro-aree, valutati da una Commissione che include Ministero dell’Agricoltura, Ministero del Turismo, CNR e ISPRA. Il riconoscimento si distribuisce su 15 Regioni, con il Piemonte capofila assoluto (22 Comuni), seguito da Calabria (11), Marche e Campania (9). Al centro del programma c’è l’agricoltura, vista come motore di sviluppo sostenibile delle aree interne, capace di unire tutela del paesaggio, turismo enogastronomico e crescita economica. Per i borghi premiati, la Spiga Verde è insieme un attestato di qualità ambientale e una leva concreta per il turismo rurale.
Questo articolo su Spighe Verdi 2026 si basa sui dati e sulle informazioni del comunicato stampa ufficiale di FEE Italia (25 giugno 2026) e su fonti verificate. Fonti principali: FEE Italia (Foundation for Environmental Education); Confagricoltura; dichiarazioni di Claudio Mazza (presidente FEE Italia) e Massimiliano Giansanti (presidente Confagricoltura). I dati sui Comuni premiati si riferiscono all’edizione 2026 del programma Spighe Verdi.
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