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Nordio: “No a reintroduzione reato di abuso di ufficio. Parlare di modeste mazzette non è bestemmia”

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(Adnkronos) – "La risposta sull'introduzione del reato di abuso di ufficio è nettamente negativa". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio, oggi al question time alla Camera dei deputati, rispondendo a una interrogazione sulle iniziative volte a reintrodurre il reato di abuso di ufficio anche al fine di evitare procedure di infrazione in ambito europeo. "Noi abbiamo dimostrato all'Europa, anche in base alla recente sentenza della Corte Costituzionale – continua – che sta nella discrezionalità degli Stati predisporre tutti i sistemi anticorruzione, che sono quelli che stanno a cuore all'Europa, e in questo l'arsenale repressivo e preventivo dell'Italia è il più ricco di tutti". "Abbiamo addirittura dei reati che gli altri Stati non conoscono, penso per esempio alla concussione per induzione che è difficilissima da spiegare agli stranieri", continua ricordando i vari tipi di "concussione" e la "turbativa d'asta": "Abbiamo insomma ben 17 articoli che costituiscono l'arsenale normativo contro la corruzione del quale l'Europa si è detta soddisfatta", spiega Nordio.  "Il concetto di tenuità o di modestia è inserito nel nostro ordinamento giuridico: si parla di tenuità del fatto addirittura per escludere la punibilità di un reato, si parla di modesta quantità nella detenzione di sostanze stupefacenti, nelle circostanze attenuanti ci sono le particolari esigenze di lievità e tenuità del fatto quindi non è un sacrilegio usare questo aggettivo. E' nel codice penale: se si parla di tenuità o di modesta quantità persino della droga non sarà una bestemmia parlare di modestia anche di cosiddette mazzette o del pretium sceleris della corruzione", ha poi spiegato Nordio replicando a un'interrogazione della deputata Valentina D'Orso che aveva fatto riferimento ad affermazioni del ministro.   "Posso assicurare che condivido pienamente il concetto che la mediazione e tutte le procedure conciliative devono essere potenziate per ridurre ancora di più la lunghezza dei procedimenti, soprattutto civili in Italia, che costano al nostro Pil circa il 2%", la risposta a una interrogazione sulle iniziative per il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr in materia di giustizia civile con particolare riferimento all'estensione dell'istituto della mediazione. "Per quanto riguarda la mediazione siamo disponibilissimi a ricevere qualsiasi tipo di contributo" aggiunge ricordando che c'è anche in corso il lavoro di un Comitato tecnico scientifico: "Siamo speranzosi che in questa legislatura sarà approvato un ulteriore provvedimento per potenziare questa forma deflattiva di contenzioso". "Gli obiettivi che ci sono stati proposti dal Pnrr sono in grandissima parte già stati raggiunti – osserva Nordio – I dati ufficiali al 31 dicembre 2025 mostrano che l'abbattimento dell'arretrato civile pendente al 31 dicembre 2022 si attestava su una riduzione dell'86% presso i tribunali e dell'86,7% presso le Corti d'Appello. Qui naturalmente il nostro ringraziamento va soprattutto alla magistratura che si è attivata moltissimo in questo settore". "Per quanto riguarda il decreto-legge del 19 febbraio di quest'anno, sono state approvate nuove misure funzionali a conseguire il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr anche sul fronte della giustizia – aggiunge -. È stata anche data la possibilità ai magistrati ultrasettantenni di lavorare fino a 75 anni per aumentare la produttività e lo smaltimento".  Rispondendo a una interrogazione sui sequestri digitali e dei dati negli smartphone, il ministro spiega: "In questo momento la materia è all'esame del Parlamento; il governo e il ministero della Giustizia seguono con enorme interesse questa situazione, perché, nel rispetto dell’importanza delle indagini e dell'acquisizione dei dati personali nella lotta contro la criminalità organizzata e contro il terrorismo, è intollerabile che l'articolo 15 della Costituzione, che tutela la segretezza e la libertà delle conversazioni, venga violato senza l'intervento di un organo giurisdizionale. Quindi il nostro indirizzo è quello di potenziare al massimo l'intervento dell'organo giurisdizionale quando si tratta di intervenire su questi dati sensibili". "La contraddizione che esiste oggi è che, mentre per avere l'autorizzazione alle intercettazioni telefoniche ambientali occorre l'autorizzazione del Gip, per ottenere invece il possesso di questi aggeggi che contengono un'intera vita non solo propria, ma anche degli altri, si può ricorrere anche esclusivamente al provvedimento del pubblico ministero", conclude. 
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