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Sanità, 17mila partecipanti a corso Fad per aiutare i medici a lavorare con la telemedicina

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(Adnkronos) – Favorire lo sviluppo di "una cultura condivisa e scientificamente validata su ciò che è realmente la telemedicina nelle sue applicazioni pratiche". Così Francesco Gabbrielli, responsabile Ricerca e sviluppo per l'attività clinica in telemedicina dell'Agenas e docente eHealth, libero professionista, università San Raffaele di Roma spiega, quale responsabile scientifico, l'obiettivo del primo corso formativo erogato tramite la piattaforma web e mobile App Tech2Doc e lanciato nel 2021 dalla Fondazione Enpam, Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri. Il corso Fad dal titolo 'Fondamenti di telemedicina per il medico', accreditato Ecm, in collaborazione con 'Doctors Life', è "un percorso dedicato ai medici e agli odontoiatri per generare fiducia nell’uso della telemedicina", chiarisce l’esperto. Proprio per aiutare questi professionisti a padroneggiare la tecnologia digitale, "il corso è partito dalle definizioni delle diverse attività di telemedicina" – televisita, teleconsulto, teleconsulenza, telemonitoraggio, telecontrollo, teleassistenza – "spiegate attraverso lezioni online arricchite da esempi e strumenti didattici". In Italia, con il Covid-19 e grazie a fondi straordinari del Pnrr, si sta realizzando un vero e proprio sistema nazionale di telemedicina. Questa pratica passa quindi dall'essere un’attività episodica e locale a diventare un sistema coordinato a livello nazionale, con l'obiettivo di potenziare i sistemi sanitari regionali. La telemedicina offre infatti ai medici nuove possibilità di cura e nuovi modelli operativi di cooperazione multidisciplinare, purché si sappia bene come utilizzarla. “La telemedicina esiste da quasi cento anni – sottolinea Gabbrielli – E' invece poco noto, anche tra i medici italiani, il modo corretto di lavorare in telemedicina. Questo per diverse ragioni storiche: la principale è che a livello di sistema e organizzazione nazionale la telemedicina è stata realmente scoperta solo con il Covid nel 2020, nonostante esistessero già molte esperienze anche in Italia, che però erano limitate a pochi esperti del settore. In pochi anni si è quindi cercato di recuperare un gap formativo accumulato nel tempo", relativo ad "alcune difficoltà nella comprensione delle modalità di utilizzo di tecnologie che evolvono molto rapidamente: ciò che non era possibile un anno può diventarlo quello successivo". Dal punto di vista della partecipazione, "il corso ha ottenuto ottimi risultati". Oltre 17mila professionisti "hanno completato tutte le lezioni e le attività previste – illustra il responsabile scientifico – Anche il livello di soddisfazione è stato molto elevato, tanto da spingere gli organizzatori a pianificare una seconda edizione. In prospettiva futura si intende avviare" anche "una fase evolutiva con moduli più specifici. Queste nuove lezioni – precisa Gabbrielli – saranno dedicate a come lavorare concretamente in telemedicina e a eseguire correttamente le diverse attività, come la televisita, il teleconsulto e la teleassistenza". 
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