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Trump: “Iran sta negoziando”. Teheran frena sulla guerra ma avverte Washington

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(Adnkronos) –
Gli iraniani “stanno negoziando, quindi vediamo che succede”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista a Fox News, ricordando però che “l’ultima volta che hanno negoziato, abbiamo dovuto distruggere il loro nucleare perché non ha funzionato”. Trump ha spiegato di non poter condividere i dettagli della strategia americana con gli alleati del Golfo: “Non possiamo rivelare il piano ai nostri alleati nel Golfo. Se lo facessi, sarebbe quasi come rivelarlo a voi, anzi potrebbe essere anche peggio”. Il presidente ha aggiunto: “Il piano è che l’Iran sta dialogando con noi e vedremo se riusciremo a fare qualcosa, altrimenti vedremo cosa succederà… Abbiamo una grande flotta diretta lì, più grande di quella che avevamo, e che abbiamo tuttora, in Venezuela”. Nel pieno dell’escalation verbale, Trump ha anche rilanciato sul suo social Truth Social un video non verificato che mostrerebbe una presunta fuga disordinata dei Guardiani della Rivoluzione iraniani. “In diretta da Teheran. I pasdaran sono in panic mode, se la stanno facendo sotto”, si legge nel post dell’utente “Kosher”, ricondiviso dal presidente americano, che accompagna il messaggio con immagini attribuite a scene di caos nella capitale iraniana.  Dall’altra parte, le più alte sfere della sicurezza nazionale iraniana parlano di progressi nei negoziati con Washington, pur mantenendo alta l’allerta per possibili azioni militari statunitensi. Washington ha infatti dispiegato un gruppo da battaglia navale guidato dalla portaerei USS Abraham Lincoln nelle vicinanze delle coste iraniane e Teheran ha ribadito che, in caso di attacco, risponderebbe con lanci missilistici contro basi, navi e alleati statunitensi, in particolare Israele. Nonostante le tensioni, Trump ha affermato di ritenere che l’Iran preferisca un accordo sui programmi nucleari e missilistici piuttosto che uno scontro militare diretto. Teheran ha confermato la disponibilità a negoziare sul nucleare, ma a condizione che missili e capacità difensive restino esclusi dall’agenda. "Contrariamente all'isteria della guerra mediatica artefatta, gli accordi strutturali per i negoziati stanno progredendo", ha dichiarato Ali Larijani, capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano.  "La Repubblica islamica dell'Iran non ha cercato e non cerca la guerra in alcun modo ed è profondamente convinta che una guerra non sia nell'interesse né dell'Iran, né degli Stati Uniti né della regione", ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conversazione telefonica con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, secondo quanto riferisce una nota della presidenza. Pezeshkian ha ribadito che per il suo Paese "risolvere i problemi attraverso la diplomazia è sempre stata una priorità rispetto alla guerra e speriamo che anche l'altra parte abbia capito che l'Iran non può essere costretto a negoziare attraverso minacce e forza". "Per la Repubblica Islamica dell'Iran, risolvere i problemi attraverso la diplomazia è sempre stata una priorità rispetto alla guerra, e speriamo che anche la controparte abbia compreso che l'Iran non può essere costretto a negoziare con minacce e forza". "Ovviamente – avverte Pezeshkian – qualsiasi aggressione o attacco al territorio della Repubblica islamica dell'Iran incontrerà una risposta decisa. Tuttavia, l'Iran continua a perseguire la risoluzione dei problemi attraverso la diplomazia".  Nel contesto di un inasprimento delle tensioni, le autorità iraniane hanno prontamente negato qualsiasi collegamento tra diversi incidenti verificatisi sabato e attacchi o atti di sabotaggio. Tra questi, un'esplosione nella città portuale meridionale di Bandar Abbas è stata attribuita dai vigili del fuoco locali a una fuga di gas. Il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC) ha negato che uno degli edifici appartenenti alle sue forze navali sia stato preso di mira e l'agenzia Tasnim ha smentito "voci di un tentato assassinio" riguardanti il comandante della marina delle Guardie, Alireza Tangsiri. Sabato, la Guida Suprema iraniana, Ayatollah Ali Khamenei, ha visitato il santuario di Ruhollah Khomeini, fondatore della Repubblica Islamica, offrendo preghiere in occasione delle celebrazioni di 10 giorni che commemorano il 47° anniversario della Rivoluzione Islamica del 1979.  
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