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Accordo di pace, garanzie di sicurezza, ricostruzione: Zelensky pronto a consegnare a Trump il nuovo piano

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(Adnkronos) – Volodymyr Zelensky spera di poter trasmettere oggi agli Stati Uniti un piano aggiornato per la fine della guerra con la Russia, dopo le 'correzioni' fatte in occasione degli incontri avuti con i partner europei. "Stiamo lavorando e continueremo – ha detto il presidente ucraino parlando con i giornalisti che gli chiedevano quando avesse intenzione di trasmettere agli americani il piano ridotto in 20 punti – Penso che lo consegneremo domani (oggi ndr.)". Zelensky ha specificato che ci sono tre documenti in discussione con gli americani e gli europei. "C'è un documento quadro di 20 punti, in costantemente evoluzione. Il secondo riguarda le garanzie di sicurezza e il terzo riguarda la ripresa post-bellica dell'Ucraina dopo la guerra o un eventuale cessate il fuoco", ha illustrato. Il leader di Kiev ha inoltre ribadito che l'Ucraina non è disposta a cedere i territori occupati dalla Russia. Zelensky punta ora a organizzare un incontro di alto livello con gli Stati Uniti “nelle prossime settimane”.  Zelensky ha anche affermato di essere pronto a indire elezioni entro 60-90 giorni, a condizione che Stati Uniti ed Europa garantiscano la sicurezza del voto. "Chiedo ora, e lo dichiaro apertamente, che gli Stati Uniti mi aiutino, possibilmente insieme ai colleghi europei, a garantire la sicurezza per le elezioni. E poi, nei prossimi 60-90 giorni, l'Ucraina sarà pronta a tenere le elezioni. Personalmente ho la volontà e la disponibilità per questo", ha detto Zelensky ai giornalisti. Le sue parole arrivano dopo che Trump ha detto a Politico che “è tempo di un’elezione in Ucraina”. “È una decisione del popolo ucraino, non di altri Paesi”, ha replicato Zelensky. “Con tutto il rispetto per i nostri partner, dico chiaramente: sono pronto alle elezioni”.  Precedentemente, il Financial Times aveva riportato, citando fonti anonime, che il presidente degli Stati Uniti aveva concesso a Zelensky "giorni" per rispondere al suo piano di pace, che prevede cessioni territoriali alla Russia in cambio di non meglio precisate garanzie di sicurezza degli Stati Uniti. Trump, ha riferito una delle persone coinvolte, ha fatto consegnare l'ultimatum al presidente ucraino dai suoi negoziatori e spera in un accordo "entro Natale". Secondo il quotidiano britannico, il presidente ucraino ha raccontato alle sue controparti europee del pressing arrivato dagli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, durante la telefonata di due ore che ha avuto sabato, pressing al quale Zelensky avrebbe risposto affermando di avere bisogno di tempo per consultare gli alleati europei sulla proposta americana. Un funzionario occidentale ha descritto la posizione ucraina come bloccata tra richieste territoriali che non può accettare e una posizione degli Stati Uniti che non può rifiutare.   Zelensky ieri a Roma ha incontrato a palazzo Chigi Giorgia Meloni: un'ora e mezzo di colloquio, definito dal presidente ucraino ''eccellente''. I due leader hanno rinnovato l'impegno sul processo negoziale e condiviso "i prossimi passi da compiere per il raggiungimento di una pace giusta e duratura per Kiev''.  In mattinata il colloquio tra il leader di Kiev e papa Leone XIV a Castel Gandolfo . La S. Sede è sempre disponibile ad offrire spazi e opportunità per una trattativa che favorisca la fine della guerra in Ucraina, ha ribadito il Pontefice prima di fare rientro in Vaticano. In particolare, Papa Leone, parlando del colloquio avuto con Zelensky ha ricordato che il “tema principale” ha riguardato “la maniera per cercare un cessate il fuoco”, poi si è parlato della “questione dei bambini sequestrati, di come la Chiesa può cercare di riportarli in Ucraina”. E ha appunto ribadito che “la S . Sede è sempre disponibile ad offrire spazio e opportunità per trattative” anche se, ha aggiunto, “ fino ad ora non sono state accettate. Noi siamo sempre disponibili a cercare una soluzione per una pace duratura e giusta “. Zelensky ha invitato il Papa a Kiev. Andrà? “Spero di sì non so quando, bisogna anche essere realisti in queste cose".    Da parte sua il presidente russo Vladimir Putin durante una riunione del Consiglio per i diritti umani torna ad affermare che la Russia raggiungerà tutti gli obiettivi dell'operazione militare speciale. "Porteremo sicuramente questa questione alla sua logica conclusione", ha affermato continuando a rivendicare i territori del Donbass.  "Il Donbass faceva parte della Repubblica socialista federativa sovietica russa ma Lenin cambiò idea e lo cedette all'Ucraina, è un territorio storico" della Russia, ha affermato Putin.   Intanto al fronte, il Comandante in Capo delle Forze Armate ucraine, Oleksandr Syrskyi, ha avvertito che questo inverno rappresenta una delle sfide più dure dall’inizio del conflitto su larga scala. In una nota diffusa su Facebook e riportata da Ukrinform, Syrskyi ha sottolineato come l’intensificazione degli attacchi russi richieda una risposta strategica efficace, con un ruolo centrale affidato ai droni. Secondo i dati dello Stato Maggiore, i sistemi aerei senza pilota (UAV) sono responsabili della neutralizzazione di circa il 60% dei bersagli nemici. Solo a novembre i droni hanno completato oltre 304.000 missioni, mentre i robot terrestri quasi 2.000 operazioni, con circa 81.500 obiettivi distrutti. Syrskyi ha evidenziato che negli ultimi sei mesi l’uso dei droni FPV ha permesso di riprendere il vantaggio sul nemico, pur richiedendo maggiore coordinamento e rapidità decisionale. Le intelligence ucraine segnalano che la Russia punta a fornire mezzo milione di droni FPV al mese. Di fronte a questa minaccia, l’Ucraina rafforza la difesa contro i droni nemici, sviluppa unità robotiche terrestri e intensifica la formazione degli specialisti. Recentemente, le Forze di Difesa Aerea ucraine hanno neutralizzato 84 dei 110 droni russi in un attacco dell’8 dicembre, confermando l’importanza dei sistemi senza pilota per la sicurezza sul campo. 
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