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Marracash libero e felice, lo show con cui (ri)conquista la ‘sua’ Milano

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(Adnkronos) – Dov’eravamo rimasti? A un San Siro sold out, a un pubblico in delirio e alla chiusura di una trilogia. Un percorso artistico che ha ridefinito anche la storia personale di Marracash. Eppure, guardandosi intorno, all’Unipol Forum d’Assago, non sembrano essere passati sei mesi da quel 25 giugno. Le stesse facce, quelle che c’erano al suo primo tour negli stadi, si ritrovano con le stesse braccia al cielo e le stesse gole senza voce. Ma molte cose possono cambiare in sei mesi. Il Marra che ha toccato l’apice della sua carriera non è lo stesso che entra nei palazzetti. Più consapevole, più presente, più in pace. “Sono a casa Milano!”, suona come la chiusura di un cerchio. Dopo un viaggio durato sei anni e tre dischi, Marracash accende ancora la sua città con un concerto dallo stesso concept di quello estivo, ma rivisitato. Ci sono canzoni che non avevano trovato spazio, ospiti che non avevano ricevuto invito, e anche il look è diverso: “Ho i baffi ora”, sorride al microfono il rapper mentre raccoglie un reggiseno lanciatogli dal parterre. La prima delle tre date milanesi si apre come si erano concluse quelle estive. Un laboratorio per palco, ballerini per scienziati e un uomo dilaniato dal dualismo tra Fabio e il suo alter ego, Marracash. Come raggiungere un equilibrio in una vita in bilico? La risposta il rapper, forse, l’ha trovata proprio negli stadi italiani. Quando le sue due anime sono diventate una, e un percorso si è finalmente concluso.  Per aprirne uno nuovo, Marra si affida al suo pubblico e a vecchi (e nuovi) amici. C’è Lazza che aveva ospitato proprio Fabio per il suo primo San Siro e ora ha ricambiato il favore. C’è Blanco, quel ‘figlioccio’ artistico che Marracash ha visto spiccare il volo, prima di cadere. E che proprio su quel palco ha fatto il primo passo verso il suo ritorno. Ma nonostante molti, nella scena italiana, considerino Marra un padre e la Barona casa, sono in pochi quelli a cui Fabio ha stretto la mano.  Della nuova generazione di rapper, lontana per flow e argomenti, Marracash si è avvicinato a una voce o, meglio, “a un gran urlatore, proprio come me”. 22simba entra sul palco con l’emozione di chi, il Forum, lo aveva soltanto sognato. Il suo ‘Fanculo’ commuove e riempie l’aria, e in mezzo a tutti quei telefoni accesi per lui, quanto sembrano irrilevanti le classifiche. In un momento in cui il rap domina, ma un disco dura una settimana. Marracash, insomma, guarda al futuro, ma senza dimenticare il passato. Il suo ultimo progetto prende il nome da una canzone che contiene il campionamento di un brano di Ivan Graziani. E così per cantare ‘E’ finita la pace’ arriva Filippo, il figlio del cantautore. E persino Marra, per un secondo, si sente ‘piccolo’ a ospitare asta e chitarra. È il lascito di un’era musicale passata, quando i live contavano più degli stream, ma che molti non hanno dimenticato. Ancora una volta Fabio mostra rispetto per chi è venuto prima di lui e ha ispirato il suo viaggio. L’atto finale dello show si apre con una promessa. Quella di aprire un nuovo capitolo della sua storia, non più fatto di dicotomie e conflitti interiori, ma sempre di barre e basi. Gli stessi argomenti, ma un linguaggio rinnovato. Guerre, ingiustizie sociali e un amore che prima ti travolge e poi ti tradisce. Marra è tutto questo, e resterà fedele a se stesso. Ma forse è Fabio a uscirne rinnovato. Finalmente in lui prende spazio la consapevolezza di essere uno, solo, unico. In una parola, il King del rap. (di Marica Di Giovanni)  
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