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Caso Epstein, dietrofront di Trump su pubblicazione file: oggi il voto

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(Adnkronos) – "I Repubblicani alla Camera dovrebbero votare a favore della pubblicazione dei file sul caso Epstein, perché non abbiamo nulla da nascondere". Con questo messaggio, diffuso su Truth Social, Donald Trump ha segnato una brusca inversione di rotta su uno dei temi più spinosi per la sua amministrazione, dopo mesi trascorsi a tentare di bloccare il voto sulla divulgazione dei dossier del Dipartimento di Giustizia riguardanti il defunto finanziere e condannato per abusi sessuali Jeffrey Epstein.  La svolta arriva mentre decine di deputati repubblicani sembrano intenzionati a sfidare le indicazioni del tycoon, pronti a votare con i democratici una misura bipartisan attesa in aula oggi. Per settimane la Casa Bianca e lo speaker Mike Johnson avevano cercato di ostacolare la proposta – guidata dai deputati Thomas Massie (Gop) e Ro Khanna, democratico – per impedirne l’approdo al voto finale. Ma gli sforzi non sono bastati a contenere il crescente malcontento nel gruppo repubblicano, dove ormai quasi un centinaio di deputati appare orientato a sostenere la pubblicazione dei documenti. La pressione esercitata da Trump, che nei giorni scorsi aveva perfino convocato alcuni parlamentari nella Situation Room per convincerli a cambiare posizione, si è rivelata inefficace.  La spaccatura interna al Gop si è ampliata dopo la diffusione di migliaia di email legate a Epstein, in cui il finanziere affermava che Trump "sapeva delle ragazze". Pur non essendoci prove che incastrino il presidente, il tema è diventato – secondo Politico – "politicamente tossico" e ha incrinato i rapporti con alcuni dei suoi fedelissimi, come Marjorie Taylor Greene, da giorni bersaglio dei suoi attacchi sui social. Johnson, che sostiene la necessità di "massima trasparenza" pur chiarendo che non voterà la misura, ha ammesso che alla Camera ci saranno "molti voti" a favore del provvedimento. Il timore nella maggioranza è che un forte sostegno repubblicano possa aumentare la pressione sul Senato, costringendo la Camera alta a prendere in considerazione il testo e aprendo la strada a un possibile veto presidenziale, che alimenterebbe ulteriormente la controversia e creerebbe imbarazzo all’amministrazione. Il dietrofront di Trump – diventato forse inevitabile dopo le ultime defezioni – punta ora a ricompattare il partito, dai conservatori più rigidi ai moderati. L’obiettivo per tutti, sintetizza Massie, è andare avanti: "Se si pensa alla cosa giusta da fare, è abbastanza ovvio: si vota a favore." 
—internazionale/[email protected] (Web Info)

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