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Energia, migranti e difesa: i 15 accordi sul tavolo del vertice Meloni-Rama oggi a Roma

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(Adnkronos) – Italia e Albania. Roma e Tirana. Giorgia ed Edi. Insieme, per rinsaldare una lunga partnership e rilanciare un'amicizia che travalica le dinamiche politiche e abbraccia anche la sfera personale. Oggi, nella cornice di Villa Pamphili a Roma, la premier Giorgia Meloni riceverà il primo ministro albanese Edi Rama per il primo vertice intergovernativo tra i due Paesi. Al bilaterale farà seguito la sessione plenaria di lavoro con le rispettive delegazioni governative.  Il 'team' italiano sarà composto dai ministri Tajani, Piantedosi, Nordio, Crosetto, Pichetto Fratin, Giuli, Schillaci, Musumeci e dai sottosegretari Freni e Ferrante. Nel corso dell'incontro, i due capi di governo firmeranno l'accordo intergovernativo, cui seguirà lo scambio di altre quindici intese, tra accordi bilaterali e protocolli tecnici. E affronteranno anche le priorità in cima all'agenda europea ed internazionale, a partire dalla guerra in Ucraina.  Dal gesto teatrale di Rama che, nel maggio scorso a Tirana, si inginocchiò davanti a Meloni sul tappeto rosso – accolto con la battuta ironica "lo fa solo per sembrare alto quanto me" – fino alla sciarpa come omaggio e alla canzone di compleanno intonata da Rama a gennaio durante un summit ad Abu Dhabi. Dietro i sorrisi e i siparietti, però, si muove una strategia precisa: consolidare il ruolo dell'Italia nei Balcani e nel Mediterraneo e rafforzare l'immagine europea dell'Albania, candidata all'ingresso nella Ue col sostegno convinto di Roma. Obiettivo dell'evento di oggi, spiegano fonti italiane vicine al dossier, è far compiere "un salto di qualità alla cooperazione" tra i due Paesi. Il vertice di Villa Pamphili rappresenta dunque non solo un appuntamento diplomatico, ma anche la tappa simbolica di un rapporto bilaterale sempre più stretto. A partire dalla questione migratoria, al centro del memorandum di intesa siglato nel 2023 che ha portato alla costruzione, in territorio albanese, dei centri per i migranti salvati in mare da navi italiane: accordo finito sotto la lente della magistratura e della Corte di giustizia europea, con ricorsi che ne hanno già sospeso o ritardato l'applicazione. Il protocollo Italia-Albania, sottolineano le stesse fonti alla vigilia del summit, "costituisce una delle soluzioni innovative in materia migratoria, che sta riscontrando sempre maggior interesse sia da parte della Commissione europea che degli Stati membri". Proprio sulla questione migratoria la Commissione Ue ha presentato nelle scorse ore la sua relazione annuale, riconoscendo che l'Italia, insieme ad altri Paesi come Grecia, Cipro e Spagna, è sottoposta a una forte pressione migratoria a causa del notevole incremento degli arrivi registrato nell'ultimo anno e potrà quindi accedere al Solidarity Pool, lo strumento di solidarietà Ue, quando il Patto su migrazione e asilo entrerà in vigore a metà del 2026. Un atto "doveroso e atteso", sottolinea il ministro per il Pnrr e le Politiche europee Tommaso Foti, "dopo anni in cui l'Italia è stata lasciata sola ad affrontare l'emergenza migratoria". Ma non ci saranno solo i migranti sul tavolo del vertice intergovernativo italo-albanese. Nel summit di Villa Pamphili faranno capolino altri temi, dalla collaborazione economica e infrastrutturale a quella della difesa e della sicurezza, dalla cooperazione in campo energetico e ambientale, fino alle sinergie in materia di salute, innovazione e formazione: sul fronte energetico, tra l'altro, è già attivo un accordo a tre Italia-Emirati Arabi Uniti-Albania, firmato lo scorso gennaio ad Abu Dhabi, per la produzione di energia rinnovabile in Albania e la realizzazione di un'interconnessione sottomarina verso l'Italia. Tra i progetti prioritari il Corridoio europeo VIII, che punta a connettere il Mar Adriatico al Mar Nero. Le intese tecniche punteranno invece a valorizzare la collaborazione nel campo della difesa, dell'energia e della salute. Al centro anche il rafforzamento delle capacità nell'ambito della protezione civile, il sostegno alle piccole e medie imprese, la lotta al narcotraffico e la collaborazione nel campo della progettazione e formazione museale. Sul piano commerciale, invece, Roma si conferma il principale partner di Tirana, con un interscambio di oltre 3 miliardi di euro e una quota di mercato del 20%.  Sul tavolo dell'incontro di oggi anche la questione dell'ingresso dell'Albania nella Ue, un processo sponsorizzato dal governo italiano soprattutto in vista dell'imminente apertura dell'ultimo capitolo negoziale. Per Roma, come affermato da Meloni nel vertice della Comunità politica europea lo scorso maggio a Tirana, l'allargamento della Ue ai Balcani occidentali "è un investimento strategico per la sicurezza dell'Europa". Un concetto ribadito anche in occasioni successive, dove la premier ha sollecitato l'accelerazione di questo processo per dare "segnali concreti a Nazioni che stanno facendo il massimo per essere parte della nostra famiglia". Parole che Rama non ha potuto che apprezzare. (di Antonio Atte)  
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