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Calabria, Ferrara (Unindustria): “Crescita debole e fragile, ecco nostro Manifesto a candidati Regionali”

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(Adnkronos) – "In Calabria, come ha registrato anche Banca d'Italia, abbiamo una crescita dello 0,8% e anche con un notevole salto di qualità negli investimenti dell'impresa. Ma si tratta sempre di una crescita debole e fragile. E per questo noi quando abbiamo incontro tato i candidati alla presidenza della regione abbiamo presentato un Manifesto, con i capitoli principali che tracciano la 'rotta', e che sono delle raccomandazioni di policy. A nostro parere per avere una crescita dell'economia più veloce è necessario agire sui fattori di contesto, che devono essere tali da agevolare gli investimenti". Così, con Adnkronos/Labitalia, Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria, che ha incontrato presso la propria sede catanzarese i due candidati alla presidenza della Regione Pasquale Tridico e Roberto Occhiuto, con il terzo candidato Francesco Toscano assente per altri impegni.  E Ferrara chiarisce che il Manifesto elaborato da Unindustria "è la naturale prosecuzione, il sequel lo abbiamo definito, e quindi il naturale completamento di 'Agenda Calabria', e cioè il programma di politica economica che avevamo presentato alla precedente amministrazione regionale, e che consisteva in quello che doveva essere l'orientamento delle risorse comunitarie rispetto agli investimenti da parte delle imprese. E oggettivamente ha dato un grande risultato, lo ha ammesso in maniera inequivocabile il presidente Occhiuto durante l'incontro, sottolineando che grazie ad esso sono state messe a terra più di 800 milioni di euro per il rafforzamento, il potenziamento e e l'ammodernamento del sistema imprenditoriale", spiega Ferrara. E Ferrara spiega che "ad entrambi i candidati abbiamo ribadito che questo deve essere il giusto modo di relazionarsi con il sistema industriale, cioè una collaborazione pubblico-privato che facendo emergere dal basso, quindi veramente dal sistema imprenditoriale, quelli che sono i fabbisogni veri di investimento, poi effettivamente possono essere tradotte, in misure, in azioni, in bandi, che hanno avuto un assorbimento straordinario rispetto agli anni passati sul tema dell'internazionalizzazione, degli impianti e macchinari, dei servizi innovativi, di ricerca e sviluppo, della sostenibilità, dell'efficientamento energetico e della trasformazione digitale", sottolinea.  E Ferrara chiede anche un 'adeguamento normativo'. "Noi innanzitutto abbiamo individuato -spiega- dei 'buchi' legislativi, e abbiamo necessità invece di avere un disegno legislativo che sia performante e competitivo per le imprese. Anzitutto il piano paesaggistico regionale: non è possibile trattare un'area industriale allo stesso modo di un affaccio a mare a Tropea, per intenderci. Così non si attraggono gli investimenti, si allontanano. Se vogliamo stimolare gli investimenti bisogna che ci sia una legge sul piano paesaggistico regionale finalmente moderna e voluta, al passo con i tempi e che metta al centro anche le politiche industriali", rimarca ancora.  E Ferrara sottolinea che "serve poi la riqualificazione immediata delle aree industriali, bisogna accelerare su asfalto, sicurezza, gestione del verde, interoperabilità. E poi il piano regionale cave che in Calabria non c'è e senza di esso la possibilità di estrarre, di fare calcestruzzo e poi quindi realizzare le opere diventa costosissimo. Rendendo difficile, se non impossibile, mettere a terra il ciclo di investimenti pubblici sia del Pnrr sia delle altre infrastrutturali previste come ad esempio la nuova SS106", sottolinea. E altra norma che può agevolare il contesto economico regionale per Ferrara è "una legge di incentivazione all'Unione dei Comuni. Abbiamo Comuni in disequilibrio finanziario, in pre dissesto, in dissesto, che no che non possono assumere personale, e allora uno stimolo, degli incentivi, se non proprio alle fusioni, ma quantomeno ai consorzi di servizi è necessario", sottolinea.  E poi c'è la proposta che per Ferrara potrebbe rappresentare un 'unicum' positivo per la Calabria. "Una legge regionale che stabilisca che prima che il Consiglio regionale 'liberi' delle nuove leggi regionali venga fatta una valutazione di impatto economico delle stesse sulle attività produttive", spiega.  E ad agitare le imprese calabresi è anche lo 'spettro' dei dazi Usa. "In determinati settori, in particolare nell'agroalimentare -spiega Ferrara- si stanno già verificando delle criticità. Non abbiamo ancora dati precisi riguardo eventuali cali di fatturato però certamente si stanno riscontrando delle difficoltà per le imprese. Non è ancora chiaro chi deve assorbire questi dazi, se il mercato, se l'importatore o l'esportatore e quindi c'è grande preoccupazione. Negli ultimi due anni l'export calabrese si è più che raddoppiato, vale quasi un miliardo di euro e di questo l'8-9% va negli Usa ed è un dato in crescita. Questo perché le aziende negli anni hanno adoperato degli investimenti su quel mercato e vanno difesi. Anche per questo chiediamo alla prossima amministrazione regionale un piano per l'export e l'internazionalizzazione".  E Ferrara ha sottolineato anche l'esigenza di guardare a nuovi mercati come "quello asiatico, quello del Mercosur noi dobbiamo assolutamente essere in grado di fare un piano export incentivato che penetri anche questi tipi di mercati perché lì a nostro avviso sono margini di crescita molto grandi per l'export e per il Pil calabrese", spiega il leader degli industriali calabresi.  Centrale per lo sviluppo della Calabria sono le infrastrutture. "Il Ponte sullo Stretto è un grande attrattore di infrastrutture, ne siamo convinti. Ora è necessario trovare il miliardo di euro che manca per portare l'Alta Velocità ferroviaria fino a Praia a Mare ma l'obiettivo -conclude- deve essere di arrivare fino a Reggio Calabria e credo che le risorse si troveranno".  —lavoro/[email protected] (Web Info)

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