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Salario minimo, Rotondi (Cnel): “Delega al Governo messaggio forte, non si trasformi in scontro ideologico”

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(Adnkronos) – "La delega al Governo non deve trasformarsi in terreno di scontro ideologico. La vera sfida è conciliare due valori che la Costituzione considera entrambi imprescindibili: la dignità della retribuzione e la centralità della contrattazione collettiva. Se i decreti attuativi sapranno tradurre questi principi in regole chiare, semplici e praticabili, potremo compiere un progresso reale. In caso contrario, resteremo di fronte a un esercizio retorico che non migliora le condizioni di chi lavora. Il lavoro non ha bisogno di scorciatoie legislative, ma di regole chiare e contratti forti: solo così dignità ed equità potranno davvero camminare insieme alla competitività del Paese". Così con Adnkronos/Labitalia il giuslavorista Francesco Rotondi, consigliere esperto del Cnel, dopo l'approvazione in Senato in via definitiva del testo del disegno di legge delega in materia di retribuzione dei lavoratori e di contrattazione collettiva.  Secondo Rotondi "il recente voto definitivo del Senato sul disegno di legge che conferisce al Governo deleghe in materia di retribuzione dei lavoratori, contrattazione collettiva e procedure di controllo e informazione offre lo spunto per alcune riflessioni. Il dibattito tocca il cuore dell’articolo 36 della Costituzione, che impone una retribuzione proporzionata e sufficiente. Si tratta di un principio di civiltà giuridica che richiama la dignità del lavoro come fondamento stesso della Repubblica. La scelta di affidare al Governo il compito di rafforzare i contratti collettivi maggiormente applicati e di contrastare i fenomeni di dumping salariale rappresenta un messaggio forte, che risponde a una domanda sociale non più rinviabile", sottolinea ancora. Per il giuslavorista "tuttavia, l’analisi non può arrestarsi al piano etico. Il nostro ordinamento ha già costruito nel tempo una forma evoluta di tutela: la contrattazione collettiva. Essa ha garantito, con continuità, un equilibrio delicato tra i diritti dei lavoratori e la sostenibilità delle imprese. È quindi indispensabile che l’attuazione della delega non finisca per irrigidire o burocratizzare il sistema, ma sappia valorizzare il ruolo delle parti sociali, trasformando i contratti collettivi in veri presidi di giustizia sostanziale", continua.  E il consigliere esperto del Cnel sottolinea che "non possiamo ignorare che ogni intervento volto a rafforzare i trattamenti economici potrà avere impatti soprattutto nei comparti a più bassa produttività, dove l’aumento dei costi rischia di riflettersi sull’occupazione o di alimentare pratiche elusive. Per questo gli strumenti di vigilanza e di trasparenza dovranno rivelarsi realmente efficaci e non restare meri adempimenti formali", conclude.  —lavoro/[email protected] (Web Info)

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