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Isole energicamente autonome: come puntare al 100% di sostenibilità

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Il report di Greenpeace sulle isole minori italiani diventa una proposta per un futuro verde

 

È già dal 2012 che l’Irena (International Renewable Energy Agency)  ha avviato il progetto GREIN (Global Renewable Energy Islands Network) per permettere una transizione più semplice delle isole verso le energie rinnovabili.

A luglio del 2015, Greenpeace ha pubblicato il report «100% rinnovabili: un nuovo futuro per le piccole isole», per raccontare come possono rendersi energeticamente indipendenti le isole minori italiane, venti gioielli del turismo di casa nostra che hanno la possibilità di abbandonare il petrolio in favore di un mix energetico rinnovabile. Concentrando l’attenzione sui tre casi studio di Pantelleria, Favignana e Lampedusa, Greenpeace mostra come poter risparmiare decine di milioni di euro l’anno con un piano in tre fasi: la prima, da concludere in pochi anni, vede la riduzione dei consumi e la realizzazione di impianti fotovoltaici; la seconda, con un traguardo nel 2025, prevede l’aggiunta dell’eolico, del geotermico, delle tecnologie maremotrici e altre fonti possibili, più l’impiego di sistemi di accumulo, per raggiungere il soddisfacimento di un buon 50% della domanda energetica e una terza fase che, in altri 10 anni, grazie all’impiego di nuove tecnologie e all’implementazione di quanto già costruito, condurrebbe al desiderato 100% di generazione rinnovabile.

Un traguardo per niente impossibile, visti i casi mondiali che sono diventati fiori all’occhiello della sostenibilità: ad esempio, El Hierro, antesignano del progetto IRENA, un’isola delle Canarie che, grazie a un parco eolico e a un sistema di pompaggio, è stata la prima isola mondiale a soddisfare totalmente il bisogno elettrico dei suoi 11 mila abitanti; oppure l’isola danese di Samso che, oltre ai consumi elettrici, punta all’autosufficienza nella produzione rinnovabile di calore entro il 2030; senza scordare Eigg (Scozia), Bonaire (Paesi Bassi), Bornholm (Danimarca), Pellworm (Germania), Tokelau (Nuova Zelanda), la caraibica Aruba (Paesi Bassi), l’Isola di Muck (Scozia), l’Isola di White (Inghilterra) e Ghiga (Scozia). Sono 11, per ora, le isole che hanno già raggiunto l’obiettivo del 100% o hanno in piano di farlo, ma gli annunci di altri progetti di questo tipo si stanno moltiplicando (ultimo quello delle Hawaii, per esempio).

 

Anche le isole italiane potrebbero entrare a far parte di questo disegno e diventare avamposti di innovazione per la trasformazione del sistema energetico mondiale.

EC

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