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Le nostre emozioni: la miglior arma per la salvaguardia del pianeta

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Benedetto XVI ne parla nella sua catechesi sulla bellezza, Steve Jobs le considera la prima vera relazione con l’ambiente. Sono le emozioni, attraverso di loro scopriamo il mondo che ci circonda ed impariamo a conoscerlo. Saranno le emozioni a salvarlo?

Ne ha parlato papa Benedetto XVI nella sua catechesi sulla bellezza. Arte, musica e natura umana sono in stretta relazione con la Bibbia: ognuno di questi elementi è indissolubilmente legato all’altro perché trova ispirazione nell’altro. Anche Steve Jobs, in tutt’altra occasione, ha dichiarato che per noi esseri umani la prima relazione, quella basilare che creiamo con l’esterno, è una relazione di carattere emotivo. Ed è proprio dalle relazioni emotive che dipendono i rapporti umani con “l’altro da sé”.
 
I pittori per secoli hanno intinto il pennello nelle Sacre Scritture, inspirandosi alla natura dell’uomo e a quella dell’intero pianeta conosciuto. Ma Benedetto XVI ha ricordato tra le meraviglie che riempiono lo spirito, anche Johann Sebastian Bach ed una delle sue Cantate diretta da Leonard Bernstein a Monaco di Baviera. Sembra che il Pontefice abbia sentito un profondo senso di verità al termine della composizione musicale. Nel genio umano Benedetto XVI ha avvertito “il soffio creatore dello Spirito Santo” che porta l’uomo a cercare sempre “di andare oltre ciò che si vede –  di aprire una porta verso una bellezza e una verità che vanno al di là del quotidiano”.

Steve Jobs, guru della comunicazione digitale, ha da parte sua intrapreso e condotto una ricerca di successo sulle emozioni umane che non ha tardato a tradursi nel più grande successo degli ultimi anni: la Apple.  Ne ha concluso che un computer portatile o un telefono cellulare non sono solo la somma delle funzioni che li compongono. Sono innanzitutto qualcosa che emoziona, che fa sorridere, che si fa amare al punto da instaurare con quell’oggetto una relazione emotiva.

Benedetto XVI e Steve Jobs in fondo ci danno il senso di quanto l’uomo sia un “essere emotivo” e di quanto le emozioni condizionino il nostro agire. Di quanto la passione e l’amore per le cose possa condizionare anche la sopravvivenza di quelle stesse cose. Noi che amiamo la natura, rispettiamo l’ambiente, ci accorgiamo dei cambiamenti del pianeta,  incontriamo spesso chi l’ambiente non lo ama, non lo conosce, non lo apprezza, né è consapevole realmente di quanto sia invece necessario farlo. Forse la nostra prima preoccupazione dovrebbe essere quella di imparare da Benedetto XVI e Steve Jobs – due uomini apparentemente molto lontani tra di loro – che sono le emozioni a muovere gli uomini ed i loro animi. Forse dovremmo innanzitutto preoccuparci – giorno per giorno – di avvicinare il pianeta a chi non ha ancora quel rapporto empatico e di conoscenza profonda con ciò che lo circonda. Un rapporto emotivo che sia in grado di ispirarlo, di guidarne gli stessi sentimenti e dargli il senso di quanto sia necessaria ed urgente la sua salvaguardia, in quel rapporto indissolubile che ci lega a lui.

(Vincenzo Nizza)
 

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