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Salute: anche le feci si vendono, per 13mila dollari l’anno

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Un’associazione acquista feci per trattamenti di trapianto fecale

 

Le feci si vendono, per circa 13 mila dollari l’anno. Non si tratta di uno scherzo, ma di un progetto medico: la società OpenBiome (Usa), sta cercando di mettere a punto dei trattamenti di trapianto fecale destinati ai malati di Clostridium difficile, un batterio altamente resistente agli antibiotici.  Le infezioni da Clostridium difficile sono responsabili di 250 mila ricoveri e 14 mila morti l’anno solo in Europa.

Chi sceglie di donare le proprie feci sarà pagato circa 50 dollari a donazione e chi è costante potrà ottenere anche del benefit. Nell’arco dell’anno si può arrivare a guadagnare 13 mila dollari.

Vediamo insieme cos’è l’infezione da Clostridium difficile. Il Clostridium Difficile, un batterio, gram-positivo, anaerobio e sporigeno, fu scoperto nel 1935 (Hall e O’Toole) e denominato, inizialmente, Bacillus Difficilis, in ragione della difficoltà nell’isolarlo e nel farlo crescere nel normale terreno di coltura. Fino agli ’70 questo batterio fu considerato non patogeno, poi venne ridenominato Clostridium Difficile. Nel 1978 il germe venne identificato come causa di diarrea associata a terapia antibiotica (clindamicina), ed agente eziologico della Colite PseudoMembranosa (PMC, PseudoMembranous Colitis).

 

A causa dell’infezione da Clostridium difficile, il microbiota intestinale del paziente viene quasi spazzato via, e i probiotici convenzionali non sono sufficienti. Il miglior trattamento per le infezioni da Clostridium difficile, assicurano da OpenBiome, è il trapianto fecale, un trattamento eseguito attraverso l’assunzione di capsule di materiale fecale congelato, che si scongelano nell’organismo e liberano il contenuto dove serve.

E’ per questo che l’associazione OpenBiome ha deciso di raccogliere i campioni e di trasformarli in capsule pronte per il trattamento.

gc 

Batteri, batteri fecali, Clostridium difficile, feci, trapianto per Clostridium difficile

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