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Clima e insetti, il raccolto di castagne è a rischio

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L’allarme della Coldiretti: la produzione made in Italy non arriverà ad un terzo di quella di 10 anni fa.

 

Due nemici rischiano quest’anno di ridurre drasticamente il raccolto di castagne: il clima che più che autunnale sembra quello di fine agosto e il Cinipide galligeno del castagno, un insetto che, venuto dalla Cina, mette a rischio la produzione di frutti. L’allarme è lanciato dalla Coldiretti: il raccolto di castagne Made in Italy scenderà quest’anno al minimo storico con una produzione nazionale ben al di sotto dei 18 milioni di chili registrati lo scorso anno e appena un terzo di quella di 10 anni fa.

Secondo l’organizzazione, il quadro negativo riguarda un po’ tutti i prodotti tipici dell’autunno italiano: “la raccolta d’olio è in riduzione del 30%, per una produzione attorno a 300mila tonnellate, la vendemmia subisce un calo del 15% sullo scorso anno e rischia di classificarsi come la più scarsa dal 1950”. Colpa del caldo e delle intense precipitazioni, ma appunto per le castagne il nemico è anche questo piccolo e vorace insetto. Il Cinipide galligeno del castagno difficilmente porta alla morte della pianta però provoca lo sviluppo di escrescenze tondeggianti che ostacolano lo sviluppo dei getti e dei fiori. Purtroppo il fastidioso ospite è ormai diffuso in tutto il territorio italiano. Spesso viene combattuto con l’uso di insetti antagonisti, come è stato fato in Lunigiana con la ‘collaborazione’ di esemplari di Torymus sinensis Kamijo.

Il rischio, come sottolinea la Coldiretti, è di un’impennata delle importazioni già raddoppiate dai 38,7 milioni di euro del 2012 ai 67,8 milioni di euro del 2013: “Gli italiani hanno più del 50 per cento di probabilità di trovarsi nel piatto, senza saperlo, castagne straniere provenienti soprattutto dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Turchia e dalla Slovenia, a causa della mancanza di un sistema trasparente di etichettatura”.

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