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Quando la lobby fa bene all’energia

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Come periodicamente accade, si riaccende il dibattito sulle lobby in Italia, e sulla necessità di regolamentare un settore che può e sa essere una risorsa. Come accade spesso nel settore dell’energia.

Per riprendere uno dei più famosi paradossi di Zenone, quello di Achille piè veloce che mai avrebbe potuto raggiungere la tartaruga alla quale aveva concesso qualche secondo di vantaggio, allo stesso modo, per quanto una democrazia possa evolversi velocemente, non potrà mai arrivare, esclusivamente tramite le proprie istituzioni, alla completezza democratica ideale più totale.
E il primo e più importante aiuto che gli viene offerto è quello fornito dai professionisti del lobbying, che nient’altro fanno se non aiutare i rappresentanti della democrazia a decidere.
Si può infatti decidere correttamente nell’interesse generale, tanto meglio quanto più si conoscono in modo corretto i singoli interessi particolari che lo compongono.
 
Questo fanno i professionisti delle lobbies come noi: aiutiamo i decision makers ad essere informati correttamente  su quegli argomenti su cui si apprestano a legiferare, molto spesso fornendo altresì la soluzione giuridica più appropriata.
 
Siamo la più importante e non ufficiale stampella della democrazia.
 
E non è vero, come taluni sostengono, che in Italia non esiste alcun appiglio normativo che possa riconoscere questo operato professionale, perché il primo emendamento alla Costituzione degli States che riconosce l’esercizio legittimo, di un individuo o di una società, del diritto di fare petizioni alle Istituzioni per l’approvazione di una legge o di qualsiasi altro atto del Governo
è – mutatis mutandis – identico al nostro articolo 50 della Costituzione il quale prevede che “Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità”.
 
Noi professionisti del Lobbying siamo i primi a chiedere a voce alta una regolamentazione del settore, perché ci venga riconosciuta la dignità professionale che il nostro lavoro quotidiano esige. Attraverso la nostra attività creiamo le condizioni affinché la democrazia sia un insieme di interessi composti e non discenda dal volere di un potere politico molte volte sordo e incapace di capire i problemi reali del mondo produttivo.
 
Esempio positivo di lobbying è stata l’attività che Utopia ha svolto recentemente nell’ambito energetico per una serie di aziende e associazioni del settore delle rinnovabili.
Oltre infatti a essere informate costantemente sull’evoluzione normativa del settore, queste società hanno avuto la possibilità di interagire con i decisori pubblici esponendo problematiche, criticità, iniziative positive e spunti di riflessione di estrema importanza sia per loro che per i politici di riferimento.
 
L’analisi tecnica delle criticità con cui si relaziona quotidianamente il mondo dell’impresa è necessario alla politica quanto la predisposizione di una strategia di accreditamento da parte delle aziende nei confronti del mondo politico, altrimenti sordo e ignaro dei reali problemi delle aziende.
 
In un mondo che cambia giorno dopo giorno e dove il web ed i suoi nuovi strumenti di comunicazione e di aggregazione continuano ad abbattere ogni distanza fisica e temporale nei rapporti commerciali e sociali, anche il corretto svolgimento del processo decisionale democratico non può prescindere da una rappresentanza di interessi dinamica e chiara, veloce e trasparente, diretta, professionale, libera da dogmi e da rigidi schemi.
Un cambiamento, quindi, che inevitabilmente deve coinvolgere anche il rapporto tra le istituzioni e la società, perché le prime possano essere avvicinate sempre più alle reali esigenze delle persone, colmando questo terribile buco relazionale nei processi istituzionali a cui oggi assistiamo.

(Giampiero Zurlo & Ernesto Di Giovanni. Founding Partners di Utopia Lab)

energia, Lobby, Utopia Lab

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