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Milano: arcivescovo, ‘rogo in rsa disgrazia troppo incomprensibile’

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Milano, 21 lug. (Adnkronos) – “Questa celebrazione, nella sua austera solennità, non è una specie di patetico gesto di risarcimento per una disgrazia troppo incomprensibile. Piuttosto è l’incontro drammatico tra la pietà commossa e l’impotenza insuperabile della città e la Parola che parla con una autorità troppo più alta e indiscutibile di ogni parola umana”. E’ uno dei passaggi dell’omelia dell’arcivescovo di Milano, monsignore Mario Delpini, durante le esequie di Laura Blasek, Paola Castoldi, Mikhail Duci, Anna Garzia, Loredana Labate e Nadia Rossi, le sei vittime del rogo della notte tra il 6 e il 7 luglio nella rsa ‘Casa per coniugi’.

Vittime, quattro senza parenti, con una storia da non dimenticare. “Tu non sei una solitudine desolata che è destinata a svanire senza che alcuno ne senta la mancanza. Anche se non hai nessuno della famiglia, anche se nessuno verrà alla tua tomba per deporre un fiore, tu non sei solo. (…) Tu non sei solo il fascicolo di una pratica che a un certo punto finisce in archivio, una patologia da associare a un medicinale, un posto letto occupato. No, non è vero che l’unica parola che abbiamo da dire sulla tua città e sulla tua vita è che sia una storia di desolata solitudine” le parole pronunciate in Duomo.

“Noi siamo qui a testimoniare che anche chi non ha nessuno, se non si ostina in un isolamento risentito, sperimenta una trama di rapporti, una sollecitudine che ho visto abituale nel personale dell’Rsa. Anche chi – come si dice – non ha nessuno, riconosce il sorriso di chi lo accudisce ogni giorno, del compagno della camera vicina con il quale chi sa come è cresciuta una intesa, quasi una amicizia. Anche chi – come si dice – non ha nessuno, aspetta la messa della domenica e l’incontro festoso e un po’ confusionario che diventa il popolo di cui si rallegra Dio” conclude l’arcivescovo Delpini.