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Mafia: Gasparri (Fi), ‘teorie su stragi ’93 vanno al di là della fantascienza’

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Roma, 14 lug. (Adnkronos) – “Con un’interrogazione parlamentare avevo chiesto, alcune settimane fa, al ministero della Giustizia se non ravvisassero l’opportunità di un’ispezione presso la Procura di Firenze. Dal dicastero ho avuto una risposta negativa. Nordio non ritiene che si debba disporre un’iniziativa del genere. Che per quanto mi riguarda invece era necessaria allora ed è indispensabile ancora di più adesso. Vedo infatti che un’indagine, che definire sorprendente è poco, insiste sulla tesi in base alla quale Berlusconi e Dell’Utri avrebbero istigato sostanzialmente la mafia ad attuare le stragi del ‘93. Protagonisti quindi di attentati in serie, compreso quello a Costanzo e ad altri obiettivi disseminati per l’Italia”. Così Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e vicepresidente dell’aula di Palazzo Madama.

“Ci furono allusioni anche in riferimento ad altre stragi precedenti. Gli italiani giudicheranno la portata di queste indagini. Il mio giudizio è molto severo. Siamo al di là della costruzione di teorie o della descrizione fantascientifica della realtà italiana – prosegue Gasparri -. Siamo ben oltre questa dimensione. E ci sono perquisizioni, atti investigativi destinati a svolgere una indagine incommentabile. Ho già detto che chiederò ai miei elettori se reputano più credibile il finale dell’ultimo film di Indiana Jones, in cui grazie a una macchina del tempo i nazisti si trovano a combattere con Archimede nella Siracusa del 200 avanti Cristo, o questa indagine secondo la quale Berlusconi e Dell’Utri avrebbero ordinato attentati e stragi”.

“Io già so qual è la risposta che si deve dare. Ma al di là delle battute, la situazione sta diventando veramente difficile da tollerare. Poi si contesta la politica quando parla dell’uso politico della giustizia. Poi dobbiamo assistere alla maratona giornalistica e comunicativa in cui De Lucia passa la palla a Caselli, poi interviene Spataro seguito da Nello Rossi e Di Matteo, poi scrive qualche altro magistrato, in servizio o in pensione, nel tentativo di impedire al Parlamento di fare una riforma”, commenta ancora l’esponente forzista che poi conclude dicendo che “ci siamo risparmiati le interviste e gli articoli di Davigo solo perché il noto inquisitore milanese è stato recentemente condannato in primo grado e quindi probabilmente impedito momentaneamente di svolgere la sua funzione di oracolo della Repubblica. De hoc satis. Altro che urgenza riforma. Altro che ispezione ministeriale. Qui veramente siamo al di là di ogni immaginazione”.