Mafia: Piccolotti (Avs), ‘Nordio ci ripensi, reato concorso esterno non sia cancellato’
Roma, 13 lug. (Adnkronos) – “Il reato di concorso esterno in associazione mafiosa non può essere né cancellato né rimodulato. La nostra opposizione in Parlamento a queste intenzioni dichiarate dal ministro Nordio sarà durissima”. Lo afferma la capogruppo dell’Alleanza Verdi Sinistra in Commissione Antimafia Elisabetta Piccolotti che aggiunge: “Nordio dovrà cambiare il nome dei suo dicastero da Ministero della Giustizia a Ministero dell’impunità dei potenti. Ci ripensi, e intervenga la presidente Meloni: ascoltino l’accorato appello che Maria Falcone ha lanciato dalle pagine di Repubblica, una pietra tombale sulla lotta alla mafia sarebbe una pietra tombale sul futuro dell’Italia intera”.
“È pazzesco che a pochi giorni dall’anniversario della strage di via D’Amelio – prosegue l’esponente rosso-verde – il ministro della Giustizia abbia annunciato di voler intervenire proprio su quel concorso esterno su cui Falcone e Borsellino avevano tanto insistito come strumento per far luce sulla zona grigia del fiancheggiamento e della collusione, anche politica, con la mafia. Altro che reato ‘evanescente’, l’unica cosa che rischia di diventare evanescente grazie a questo governo è la lotta alla mafia e soprattutto il perseguimento di quei reati, particolarmente odiosi, con cui si costruisce una larga rete di complicità mafiose nel mondo dei professionisti e dei cosiddetti ‘colletti bianchi’”.
“È gravissimo che proprio mentre la Commissione Antimafia faceva i suoi primi passi – insiste Piccolotti – audendo il Procuratore Nazionale Antimafia Mellillo e il Procuratore di Roma Lo Voi, parallelamente nelle stanze di via Arenula si progettava la rimodulazione di uno dei reati più importanti per il contrasto alle organizzazioni criminali. Che senso ha per questa maggioranza il lavoro della Commissione Antimafia quando si è lungamente discusso del ruolo centrale delle reti di supporto esterno alle organizzazioni mafiose, tanto da parlare di qualcosa di simile a vere e proprie società di servizi a disposizione della criminalità”.
