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Scuola: Calenda-Bucchioni, ‘sperimentazione Valditara rischia consolidare disuguaglianze’

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Roma, 10 lug. (Adnkronos) – “Apprendiamo dagli organi di stampa che il ministro Valditara intende attivare la sperimentazione di una ‘filiera formativa tecnologico-professionale’ di 4 anni, che interesserà gli istituti tecnici e professionali del sistema nazionale di istruzione, i percorsi dell’Istruzione e Formazione professionale regionale e gli ITS Academy. Non essendo mai stati definiti i Livelli essenziali di prestazione per istruzione e formazione, la proposta (presentata a giornali e sindacati, ma non alle competenti commissioni parlamentari), non esplicita quanto sarà decurtata la quota oraria riservata all’”istruzione”, a favore di un potenziamento di quello che potremmo definire ‘addestramento al lavoro”’. Lo dichiarano in una nota il segretario di Azione, Carlo Calenda, e Maria Pia Bucchioni, responsabile Istruzione e Formazione di Azione.

Per Azione “ciò che emerge con chiarezza è l’intento di accelerare il passaggio dei nostri ragazzi dalla categoria ‘studenti’ a quella di ‘lavoratori’, incoraggiandoli ad operare a 14 anni una scelta, assai difficilmente reversibile, tra i percorsi liceali e la “filiera formativa tecnologico-professionale”. È molto facile immaginare che la seconda opzione sarà la preferita da coloro che, nella scuola media, non hanno raggiunto livelli adeguati di acquisizione delle competenze di base”.

Secondo i dati 2022 dell’Invalsi, questa categoria di alunni, sottolinea Azione, “risiede in maggioranza nelle regioni del Mezzogiorno e proviene da contesti socio-economico-culturali sfavorevoli. Per questo è necessario che la scuola riacquisti il ruolo di ascensore sociale, compensando i deficit di competenze e non semplicemente prendendone atto e consolidando così le disuguaglianze”. Se alla base dell’annunciata sperimentazione c’è l’intento di fornire alle imprese manodopera qualificata e superare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, si cominci da subito con la riqualificazione degli attuali inoccupati, dei lavoratori in obsolescenza di competenze e dei NEET, magari utilizzando i Centri per l’Istruzione degli adulti”.

Occorre, afferma Azione, “opporsi alla tentazione, cui tutti i governi degli ultimi decenni hanno ceduto, di “riformare” un pezzo del nostro percorso scolastico, lasciando intatti quelli che lo precedono e lo seguono. Bisogna avere il coraggio di rivedere l’impianto ordinamentale complessivo, prevedendo l’uscita dal sistema di istruzione a 18 anni, potenziando le discipline STEM in tutte le scuole secondarie di II grado, trasformando gli istituti tecnici, ancora oggetto di pregiudizi nella percezione collettiva, in licei tecnologici e facendo dell’innovazione una cifra condivisa da tutti gli ordini di scuola”.