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Salue, vista ringiovanita e migliore qualità di vita dopo l’intervento di cataratta

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Milano, 10 lug. (Adnkronos Salute) – Dopo i 50 anni, la vista è tra gli aspetti dell’invecchiamento a cui si presta maggiore attenzione, subito dopo ai problemi motori e di memoria che sono a pari merito al primo posto. Il 45% degli italiani, dopo l’intervento di cataratta, percepisce di vedere come una persona più giovane con un miglioramento della qualità di vita nel 79% dei casi. La metà è informato sul tipo di intervento, meno del 40% sa che potrebbe anche correggere presbiopia e astigmatismo. Sono questi, in sintesi, i risultati di ‘Alcon Eye on Cataract’, indagine sulle aspettative, conoscenza e bisogni della chirurgia della cataratta, promossa da Alcon – azienda attiva nel nel settore oftalmico – e presentata a giugno, mese dedicato a questo tema. L’indagine, condotta tra marzo e aprile 2023 in Italia e, complessivamente, in 10 paesi – Australia, Brasile, Cina, Germania, Giappone, India, Spagna, Stati Uniti, Corea del Sud – ha coinvolto 7.331 persone con più di 50 anni, sia con diagnosi di cataratta negli ultimi 5 anni, già operati o in attesa di intervento, sia senza diagnosi.

La diagnosi di cataratta – spiega l’azienda in una nota – è sicuramente un segnale tangibile e naturale dell’invecchiamento dell’apparato oculare che, se accompagnato dalla presbiopia e da concomitanti vizi di refrazione, incide profondamente sulla qualità di vita. I risultati dell’indagine in Italia, allineati a quelli globali, evidenziano, da un lato i vantaggi percepiti che l’intervento chirurgico porta, ma allo stesso tempo rilevano una bassa conoscenza sia sul tipo di operazione e in cosa consista. La chirurgia di cataratta, l’intervento più eseguito al mondo con circa 30 milioni di operazioni l’anno e oltre 715mila in Italia, consiste nel sostituire il cristallino, la lente naturale dell’occhio che si opacizza con lo sviluppo della cataratta, con una lente intraoculare. Esistono diverse tipologie di lenti intraoculari (Iol) oggi, che consentono di raggiungere il migliore risultato refrattivo nel post-intervento di cataratta. E’ infatti possibile correggere la presbiopia e/o l’astigmatismo contestualmente alla rimozione della cataratta, riducendo o eliminando del tutto la necessità di utilizzare gli occhiali nel post-operatorio.

L’indagine dimostra che solo il 38% degli intervistati in Italia è a conoscenza di tali potenzialità. “Lo specialista, come confermato anche dall’indagine – osserva Edoardo Ligabue, chirurgo oculista – rimane il punto di riferimento principale per il paziente: per questo educazione e informazione sono centrali per scegliere la soluzione che più incontra le sue esigenze. Oggi la ricerca e l’innovazione tecnologica – aggiunge – continuano a progredire e questa evoluzione ha portato a un cambio generazionale grazie alla disponibilità di lenti intraoculari che correggono la presbiopia e che mantengono la qualità visiva con un impatto importante sulla qualità della vita”.

La percentuale di pazienti che ha avuto necessità di ricorrere agli occhiali nel post-intervento – prosegue la nota – si è ridotta notevolmente a livello internazionale. Si passa, infatti dall’81% prima dell’intervento di cataratta al 45% post-intervento. Il 45% dei pazienti sottoposti all’intervento di cataratta percepisce inoltre di vedere come una persona più giovane con un impatto positivo sulla qualità di vita. In Italia, le aspettative di coloro che sono in attesa di intervento chirurgico per la cataratta si concentrano sulla possibilità di migliorare nella lettura (81%), nella guida (70%), nell’utilizzo di device tecnologici (69%) e nella risoluzione di cruciverba e puzzle (64%).

“Ricerca e innovazione tecnologica – afferma Ricardo Paias, Surgical Franchise Head & Country Manager, Alcon Italia – sono alla base dell’impegno quotidiano di Alcon che da oltre 75 anni pone il miglioramento della qualità di vita delle persone con problemi di vista centrale nella sua missione. Per raggiungere questo traguardo importante – continua – crediamo che sia fondamentale contribuire a diffondere la conoscenza e la consapevolezza di come i problemi di vista, come la cataratta, possano contare su soluzioni sempre più efficienti. I dati dell’indagine Alcon Eye on Cataract – conclude Paias – sottolineano la necessità di fare un’informazione più puntuale soprattutto rispetto alla capacità che oggi le lenti intraoculari di ultima generazione hanno di correggere presbiopia e astigmatismo, ampliando l’impatto sulla qualità di vita delle persone”. Per maggiori informazioni sulla cataratta e sull’intervento di cataratta, i pazienti e i caregiver possono visitare il sito vediamocibene.it