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Autonomia: Boccia (Pd), ‘nostri emendamenti strada per ridurre diseguaglianze’

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Roma, 6 lug. (Adnkronos) – “Oggi abbiamo depositato i nostri emendamenti al ddl Calderoli. Le nostre proposte emendative costituiscono il percorso che può correggere un testo che, altrimenti, spaccherà il Paese e amplierà quelle diseguaglianze territoriali che già lo affliggono. Non abbiamo nulla contro l’idea dell’autonomia differenziata, di cui ci siamo fatti anche noi promotori condividendo il progetto con molti presidenti di regione, ma il nostro progetto prevede un fondo di perequazione senza il quale non è possibile garantire le risorse necessarie: le riforme a costo zero non esistono”. Così il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia.

“Per questo – prosegue – riteniamo necessario definire i Lep, per tutti i diritti civili e sociali e non solo per quelli oggetto di differenziazione, per legge o decreto legislativo e non con un dpcm. Diventa fondamentale allora il ruolo del Parlamento, che deve accompagnare l’iter legislativo del provvedimento in tutte le sue fasi. Per il Pd, nel merito, resta fondamentale escludere che si possa procedere ad ulteriori attribuzioni di forme di autonomia ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, nelle materie che nella nostra proposta di legge quadro costituzionale riportiamo alla competenza esclusiva dello Stato (produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia, grandi reti di trasporto e navigazione e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario), nelle materie già di competenza esclusiva dello Stato, ma che l’articolo 116, terzo comma, prevede che possano essere oggetto di differenziazione (in particolare le norme generali sull’istruzione e la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali) e nelle seguenti materie di competenza concorrente: commercio con l’estero, tutela e sicurezza del lavoro, istruzione, professioni, previdenza complementare e integrativa, porti e aeroporti civili, ordinamento della comunicazione, credito a carattere regionale.

“E’ evidente che per fare tutto questo servono ingenti risorse a copertura della definizione di tutti i Lep e del fondo di perequazione. Nei nostri emendamenti non c’è nessuna volontà ostruzionistica, ma solo la definizione di un percorso di riforma che tiene conto anche delle opinioni espresse in audizione al Senato da parte di Confindustria, Upi, Anci, e dell’Ufficio parlamentare di Bilancio e di molti costituzionalisti. Ci auguriamo che in Senato si possa discutere nel merito, senza bandierine propagandistiche, convinti che anche nella maggioranza, a partire dagli amministratori del Sud e delle zone interne e di montagna siano in molti ad essere critici nei confronti del ddl Calderoli la cui idea di fondo resta quella secessionista: aiutare quei territori che stanno meglio, affossando le regioni più deboli e finendo per non garantire l’universalità dei servizi a tutti i cittadini italiani”, conclude.