Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Fotovoltaico sui campi o nei parcheggi: cosa dice davvero la normativa italiana-Coloranti alimentari: perché Nestlé e Mars li stanno eliminando (e cosa dice davvero la scienza)-Taglio accise carburanti: cosa succede da oggi 3 luglio 2026 senza proroga-Apparecchio acustico a 20 dollari: come funziona l'invenzione degli studenti canadesi di Amano Labs-Amianto trasformato in bioplastica: la scoperta dell'Università di Milano-Bicocca-Ghiacciai alpini 2026, un'estate peggiore del solito: cos'è il Glacier Loss Day e perché preoccupa?-Manifesto Health-AI 2026: la sanità del futuro secondo UCID Lazio, tra intelligenza artificiale ed etica-Raccolta differenziata e riciclo in Italia: cosa dicono i dati 2026 rispetto agli obiettivi UE-Correre la mattina presto migliora l'umore? vediamo cosa dice la scienza-Il prezzo del sapone sale, ma il caldo non c'entra: ecco i veri motivi-Isole energetiche artificiali nel Mare del Nord: Belgio e Danimarca si contendono il primato (con qualche ritardo)-Caldo estremo e salute mentale, cosa succede davvero alla mente umana?-Bottiglie di plastica in Europa: cosa cambia davvero dal 12 agosto 2026 (e cosa no)-Microalghe, il tesoro biologico del futuro: cosa sono e perché 260 esperti da 46 Paesi le studiano-Tsunami, il cane soccorritore del terremoto in Venezuela: dall'abbandono agli eroi delle macerie-Sapone di Marsiglia sulle piante: come usarlo davvero contro i parassiti (guida pratica)-Kefir e kimchi: cosa sono, cosa dice davvero la scienza e come prepararli in casa-Pannelli solari a pioggia: cosa c'è di vero nella scoperta di Siviglia?-Una rete killer da 200 kg alle Tremiti: cosa sono le reti fantasma e perché sono pericolose-Il Ministro Urso convoca le Compagnie: petrolio -24%, benzina -6%, e ora?

Caso Amara: giudici in camera di consiglio, sentenza Davigo ‘tra due ore’

Condividi questo articolo:

Brescia, 20 giu. (Adnkronos) – I giudici del tribunale di Brescia sono in camera di consiglio per decidere il destino giudiziario di Piercamillo Davigo, ex componente del Csm, per rivelazione di segreto d’ufficio nell’inchiesta sulla presunta loggia Ungheria. “Non prima di due ore” è atteso il verdetto, è l’indicazione della corte. La pubblica accusa, nella scorsa udienza, aveva chiesto la condanna a un anno e quattro mesi (pena sospesa) dell’imputato per aver preso dalle mani del pm milanese Paolo Storari – già assolto in via definitiva – i verbali segreti di Piero Amara, in cui l’ex avvocato esterno di Eni svelava l’esistenza della presunta associazione massonica. Dichiarazioni rese in cinque interrogatori, tra il 6 dicembre 2019 e il 11 gennaio 2020, nell’inchiesta sul cosiddetto “falso complotto Eni”, di cui Storari era uno dei titolari insieme alla collega Laura Pedio.

Storari consegnò a Davigo, nell’abitazione milanese del magistrato simbolo di Mani Pulite, una chiavetta con gli atti secretati (documenti in word e non firmati) per poter denunciare la presunta inerzia a indagare da parte dei vertici della procura meneghina sull’ipotetica loggia massonica di cui avrebbero fatto parte personaggi delle istituzioni e delle forze armate, oltre che componenti del Csm in carica in quel momento. Per l’accusa la scelta di divulgare a ex componenti del Csm, e non solo, i nomi presenti in quei verbali, costituisce un “pericolo grandissimo e concreto” perché “lo stesso Davigo non conosceva i confini della presunta loggia massonica: come poteva Davigo escludere che una delle persone scelte” per ricevere quelle rivelazioni “fosse parte dell’associazione o fosse in contato con qualcuno?”.

Posizione condivisa dall’avvocato Fabio Repici, che tutela gli interessi della parte civile Sebastiano Ardita, ex consigliere del Csm, che rimarca nelle repliche come “l’mputato è reo confesso, ha indotto Storari a rivelare quello che ha rivelato e poi ha mostrato ad altri quei verbali”. Il legale sostiene che “l’imputato volontariamente ha disperso tutto quello che poteva fissare una data” rispetto alla consegna dei verbali che il legale fissa nei primi giorni di marzo 2020, mentre Storari colloca nell’aprile dello stesso anno. Accuse che la difesa del magistrato in pensione respinge con forza: “dobbiamo guardare i fatti, Davigo non ha fatto violazioni di legge sul divano di casa. Tutti i consiglieri hanno ritenuto legittimo ricevere quelle informazione, altrimenti avrebbero dovuto presentare una denuncia, ma nessuno lo ha fatto. Davvero può essere un pericolo avere ricevuto un pericolo? Mi pare improbabile”, avendo parlato dell’indagine milanese a persone obbligate al segreto. “Sono gli uomini del Comitato di presidenza che hanno fatto una scelta che si è mostrata ragionevole” conclude il difensore Pulitanò.