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Turismo: Ass. parchi permanenti, competitività internazionale ridotta da norme acquisto biglietti

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Roma, 20 giu. (Adnkronos/Labitalia) – “Al momento, le disposizioni che regolano l’acquisto dei biglietti dei parchi da parte di tour operator e piattaforme online impongono un limite di 10 ticket per ogni transazione e l’autenticazione dell’acquirente: questo riduce drasticamente la competitività delle imprese sul mercato internazionale”. La denuncia arriva dall’Associazione parchi permanenti italiani

Maurizio Crisanti, segretario nazionale dell’Associazione parchi permanenti italiani, aggiunge: “Certamente è necessaria una semplificazione per far uscire i parchi di divertimento dalla complessa disciplina che vuole contrastare il secondary ticketing, ovvero l’acquisto massivo di biglietti finalizzato alla rivendita al dettaglio a prezzi maggiorati: un fenomeno tipico del settore dei concerti e degli eventi dal vivo, ma assolutamente estraneo al mondo dei parchi divertimento. Questi ultimi sono stati coinvolti impropriamente nel provvedimento a causa della scarsa conoscenza del comparto da parte del mondo politico”.

“Abbiamo in più occasioni – sottolinea – presentato al ministero dell’Economia e delle finanze e all’Agenzia delle Entrate la difficoltà che questo meccanismo crea ai parchi italiani nella vendita di biglietti attraverso i grandi portali internazionali: un danno competitivo rilevante per le imprese del settore, che chiedono solo di poter competere a pari condizioni con i parchi stranieri. In questo senso, l’ingresso nell’Associazione di un big player fortemente orientato al mercato internazionale come Gardaland è un segnale molto forte”.

Si calcola che la perdita dovuta alla mancata possibilità di approvvigionamento massivo di biglietti da parte delle piattaforme online mediamente si aggiri intorno al 5%, (per alcuni parchi che hanno un’alta percentuale di clientela straniera può raggiungere anche il 15%) a fronte di un valore stimato di 5 milioni di euro che, considerando l’indotto (hotel, ristoranti, bar, ecc.), sale a 100 milioni di euro.

Nel 2023 le imprese del comparto hanno investito oltre 120 milioni di euro tra ampliamenti e nuove attrazioni. Investimenti che hanno già comportato un incremento del 20% dei posti di lavoro, per un totale di oltre 30.000 occupati diretti, di cui 20.000 assunzioni stagionali e 10.000 dipendenti fissi.

Il settore è destinato a crescere anche nel medio periodo: nel prossimo triennio sono in previsione ulteriori progetti per 450 milioni di euro con l’obiettivo di migliorare la competitività rispetto ai big player internazionali per quantità, varietà e attrattività delle proposte.