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Calcio: mondiale Under 20, azzurri a un passo dal sogno, domani la finale con l’Uruguay

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La Plata, 10 giu. – (Adnkronos) – A un passo dal sogno. È la vigilia di Italia-Uruguay, la partita che vale il tetto del mondo, un traguardo mai raggiunto prima dalla Nazionale Under 20 nelle 21 edizioni che hanno preceduto quella che si sta giocando in Argentina. Domani, alle 23 italiane (diretta su Rai 2), gli Azzurrini sfideranno i sudamericani al ‘Diego Armando Maradona’ di La Plata, una sfida senza appello e che deciderà chi sarà a salire sul gradino più alto del podio iridato. Un po’ di storia i ragazzi di Nunziata l’hanno già scritta in questa lunga cavalcata iniziata 21 giorni fa diventando, dopo due semifinali perse consecutivamente, i primi a disputare una finale mondiale nella categoria Under 20. La voglia di non fermarsi qui, però, è tanta.

Casadei da record L’Italia si presenta alla finale anche con il capocannoniere del Mondiale: Cesare Casadei, autore di sette gol in sei partite, posizione ormai inattaccabile. Lo scettro di miglior realizzatore azzurro di tutti i tempi in un Mondiale Under 20, il giocatore del Reading l’ha strappato a Riccardo Orsolini che in Corea del Sud nel 2017 aveva realizzato cinque reti e l’Italia di Evani nella sfida per il terzo e quarto posto superò proprio l’Uruguay ai rigori. Un percorso, quello che ha portato alla finale di La Plata, che l’Italia ha compiuto vincendo cinque partite e perdendone sola una nella prima fase di qualificazione contro la Nigeria (2-0).

L’avversaria Il cammino uruguaiano è molto simile a quello italiano: cinque vittorie e una sconfitta. È iniziato con tre punti (4-0) contro l’Iraq, prima della sconfitta contro l’Inghilterra (3-2) e della vittoria contro la Tunisia (1-0) che ha chiuso la prima fase. Poi i successi – senza subire gol – contro Gambia (1-0) negli ottavi, USA (2-0) nei quarti e Israele (1-0) in semifinale. Una squadra dal modulo variabile, a dimostrazione della qualità e della duttilità dei giocatori che l’allenatore Marcelo Broli ha a disposizione. Gran possesso palla, propensione all’attacco, gioco ordinato con i reparti sempre alla distanza giusta e, in aggiunta, la qualità di Anderson Duarte, ottimo finalizzatore, esterno sinistro d’attacco del Defensor Sporting. Altri giocatori di spicco sono Fabricio Diaz, mediano italo-uruguaiano del Liverpool Montevideo, e il centrale sinistro Sebastian Boselli (Defensor Sporting), anche lui in possesso del doppio passaporto italo-uruguaiano e presente in conferenza stampa. Sarà, eventualmente, curioso assistere al duello di marca genoana tra Alan Matturro e Luca Lipani, entrambi giocatori rossoblù.

Le parole In conferenza stampa i due allenatori hanno mostrato rispetto reciproco per le qualità messe in campo durante questo Mondiale: “Sarà una partita bella da vedere – ha dichiarato Nunziata – perché sia noi che loro amiamo il bel gioco e la propensione all’attacco. Due squadre che hanno meritato di arrivare fin qui e che onoreranno l’impegno. Noi abbiamo molto entusiasmo e i ragazzi sono carichi. Sono orgoglioso della mia squadra che ha carattere e grande qualità”. Le stesse parole poi dette nella replica da Broli: “L’Italia è una squadra forte e lo ha dimostrato nel corso di questo Mondiale: ha carattere, una storia che viene da lontano e come noi, ama il bel gioco”. Matteo Prati, presente alla conferenza, ha raccontato le emozioni della vigilia: “Siamo molto migliorati grazie al mister che ci ha dato un’idea di gioco e messo tanta intensità nei ritmi. Non sentiamo pressione ma orgoglio per disputare una finale mondiale, il sogno di ogni ragazzo che gioca a pallone. Siamo tutti focalizzati sul match e vogliamo vincere”.

L’altra sfida Non ci sono squalificati e Nunziata ha a disposizione la rosa al completo. Terna arbitrale svedese con direttore di gara Glenn Nyberg, coadiuvato da Mahbod Beigi e Andreas Soderkvist. Quarto ufficiale Juan Calderon (Costa Rica), al VAR Fedayi San (Svizzera) e Tatiana Guzman (Nicaragua). La finale per il terzo e quarto posto si gioca tra Israele, vera sorpresa di questo torneo iridato, e Corea del Sud, alle 14.30, prima del match finale. Una situazione che aggrava le condizioni del campo, già compromesse, e che è stato oggetto di domanda da parte di un giornalista presente. ”Condizione che penalizza entrambe le squadre, che amano le belle giocate – ha concluso il tecnico Azzurro -. Ma questa è la situazione e dobbiamo adattarci. Che vinca il migliore!”.