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De Sisti: “Italiano ha scalato le montagne, Mourinho mi ricorda Liedholm”

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Roma, 19 mag. (Adnkronos) – “Italiano uomo coppe come Mourinho? I paragoni con il portoghese non li regge nessuno, però il tecnico viola ha grandi meriti per aver portato la Fiorentina a giocare due finali. Qualche anno fa Italiano era molto in basso ed è riuscito a scalare le montagne in breve tempo. Io l’ho notato con lo Spezia, che giocava benissimo. Con la Fiorentina ha riassemblato la squadra inserendo i tanti giocatori che sono arrivati, come Barak che ieri poi è stato decisivo”. Lo dice Giancarlo De Sisti, ex calciatore di Roma e Fiorentina, all’Adnkronos. “Italiano -prosegue- è riuscito a compattare l’ambiente dopo prestazioni altalenanti costruendo un cammino straordinario in Europa. La squadra ha sempre mostrato l’idea di gioco di Italiano, è vero. Ma infatti per i giocatori serve sempre un buon direttore d’orchestra. Ormai con gli allenatori d’oggi se azzecchi un cambio sei un fenomeno, se lo sbagli sei pessimo. Ora che le partite durano un’infinità il risultato si decide sempre alla fine”.

“La Fiorentina ha giocato una grande partita, l’ho seguita attentamente. Sulla destra Dodò e Castrovilli hanno aperto molto bene gli spazi, il brasiliano ha fatto duecento cross. Dall’altra parte Biraghi era sempre libero e poteva avanzare spesso, questo ha fatto la differenza. Hanno vissuto una buona congiunzione astrale, ma i giocatori hanno grandi meriti. La Fiorentina, dopo la partita dell’andata dove già avrebbe meritato e dove ha subito un gol fatto ‘per sbaglio’, con un flipper, dal Basilea, è riuscita a vincere e l’ha fatto in una maniera bellissima. Italiano faceva giocare bene i viola già l’anno scorso – conclude – è riuscito a mantenere un livello alto con la squadra che va sempre meglio. Poi, se i calciatori fanno fatica ad entrare in forma incidono molto sul lavoro del tecnico. Comunque grandi complimenti a tutta la viola, risultato già storico”.

“Mourinho ieri voleva lo 0-0 e se l’è preso. La Roma ha grande personalità, a volte è una squadra troppo nervosa ma sono forti e hanno meritato di trovare questa grande finale. Mou è abituato a viverle, in genere quando arriva alle fasi decisive riesce sempre a far bene. È bravo soprattutto nelle gare in cui si dà più importanza all’aspetto difensivo, dell’equilibrio tra difesa e centrocampo. Bisogna poi condire con le ripartenze e ricordiamoci che la Roma ha calciatori che possono deciderla anche da fermi. Senza due come Dybala e Smalling è difficile, ma è difficile anche affrontare i giallorossi”.

“Mourinho trova sempre risorse offensive alla fine, per cui va bene così. Ha giocatori di qualità, dalla tv ho l’impressione che abbiano caratteri forti e a volte sopra le righe -aggiunge De Sisti-. Il portoghese comunque è un asso della comunicazione, sa il fatto suo e bada al sodo. Oggi quando c’è la manovra del basso, come il City per esempio, c’è esaltazione. Ma, appunto, devi essere il Manchester City. Aspettare e far aprire gli spazi può essere un’arma, penso alla ‘ragnatela’ del grande Liedholm. Quando gli chiedevano “ma perchè tenete palla così a lungo?” rispondeva “così non prendiamo gol”. In realtà aspettava il momento giusto e gli spazi utili per far male agli avversari. Sicuramente con Dybala la Roma aumenterebbe il coefficiente offensivo. Quando la Roma resta compatta con 5 uomini a galleggiare tra l’area e il centrocampo sei già a buon punto”, conclude De Sisti.