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Basket: playoff Nba, Miami batte New York 96-92 in gara-6 e vola alle finali di Conference

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Miami, 13 mag. – (Adnkronos) – Per la decima volta nella loro storia, la settima da quando in panchina siede Erik Spoelstra e la terza nelle ultime quattro stagioni, i Miami Heat sono di nuovo alle finali della Eastern Conference Nba. La franchia della Florida supera 96-92 i New York Knicks vincendo per 4-2 la serie di semifinale. La strada per arrivarci è stata la più dura della loro storia, visto che questi Heat sono solamente la seconda testa di serie numero 8 a riuscirci nella storia della Nba dopo i New York Knicks del 1998-99, che quell’anno eliminarono proprio Miami al primo turno — con la franchigia della Florida che chiude così un cerchio.

Ci riesce soprattutto grazie alle sue stelle, Jimmy Butler (24 punti pur tirando 7/22 dal campo) e Bam Adebayo (23 con 9 rimbalzi), accompagnati dai 14 di Max Strus e gli 11 con 9 assist di Kyle Lowry dalla panchina per rimontare da un pessimo primo quarto, nel quale gli ospiti erano andati avanti anche di 14 lunghezze grazie a un perfetto 11/11 dalla lunetta. Non appena Miami però ha ritrovato la disciplina difensiva è tornata velocemente in partita, pur rischiando seriamente di buttarla via nel finale.

Sopra di 6 a un minuto dalla fine, Gabe Vincent ha colpito sul volto Jalen Brunson nel tentativo di liberarsi per ricevere la rimessa, regalando due tiri liberi e possesso agli avversari, capaci di portarsi subito sul -2 con un canestro veloce di Josh Hart. Dopo uno stop difensivo, i Knicks hanno messo nelle mani di Brunson il pallone del pareggio o del sorpasso, ma raddoppiato sulla linea di fondo il playmaker di New York ha cercato un avventuroso passaggio a centro area, deviato dalla difesa di Miami per il recupero che ha chiuso i conti.

Si tratta fondamentalmente dell’unico errore, per quanto pesante, di una serata eccezionale da parte di Brunson, l’unico motivo per cui i Knicks sono arrivati a giocarsela non solo nell’ultimo minuto, ma in generale fino a gara-6. Per lui alla fine c’è il suo massimo in carriera pareggiato ai playoff da 41 punti, segnando 14 dei 22 tiri tentati con 5/10 da tre e 8/9 ai liberi. Il problema semmai è che tutti i suoi compagni messi assieme ne hanno messi 51, con Randle (15+11 ma con 3/14 al tiro) e Barrett (11 con 1/10 al tiro) incapaci di segnare contro gli Heat.

“Congratulazioni agli Heat, all’organizzazione, al coaching staff, a Spoeltra, a Pat Riley e a tutti i loro giocatori” ha detto coach Thibodeau dopo la sconfitta. “Hanno giocato duro in questa serie e bisogna togliersi il cappello. Ma sono orgoglioso dei miei giocatori e di come abbiamo lavorato. C’è sempre delusione alla fine della stagione ma solamente una vince il titolo”. “Bisogna dar loro merito: non hanno giocato per niente come una testa di serie numero 8” ha aggiunto Brunson. “Sono stati incredibili. Ma mi è piaciuto come abbiamo combattuto”.

Miami aspetta la vincente tra Boston e Philadelphia per capire chi dovrà sfidare in finale di conference. Dovessero arrivare i Celtics, sarebbe la terza volta in quattro anni, dopo la serie nella bolla di Orlando del 2020 (vinta dagli Heat in sei partite) e quella recentissima dello scorso anno (vinta dai Celtics in sette partite col tiro sbagliato da Jimmy Butler per suggellare una rimonta incredibile). Nel caso di Philadelphia, invece, i Sixers cercherebbero la rivincita dell’eliminazione subita al secondo turno lo scorso anno.