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Diete poco green

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Uno studio ci dice quali sono le diete più sostenibili

Il cambiamento climatico continua ad essere una minaccia crescente per la salute e la sostenibilità delle popolazioni del mondo.

L’attuale sistema alimentare contribuisce in modo sostanziale a questi problemi ambientali.

La domanda dei consumatori, dimostrata da ciò che gli individui scelgono di acquistare e mangiare, ha il potenziale per spostare le tendenze di produzione. I modelli dietetici individuali cambiano nel tempo e alcuni studi hanno dimostrato che un campione rappresentativo potrebbe cambiare la propria dieta per allinearsi alle raccomandazioni per la sostenibilità ambientale.

Identificare i tipi di diete che supportano la salute individuale e la sostenibilità ambientale è il primo passo nello sviluppo di strategie educative e di comunicazione per spostare i comportamenti dei consumatori a sostegno di questo.

Lo studio

Da quanto riportato nello studio preso in esame e pubblicato sul The American Journal of Clinical Nutrition le diete e base vegetale, come quelle vegetariane o vegane, sono responsabili di minori emissioni di gas serra (GHGE) rispetto alle diete a base di carne. Anche le impronte di carbonio delle diete vegetariane e semi-vegetariane hanno dimostrato di essere inferiori a quelle non vegetariane.

Negli ultimi anni si sono affacciate nel settore food anche altri tipi di diete, come ad esempio quella chetogenica o quella paleo. Questo studio ha voluto proprio indagare il grado di sostenibilità di esse: è stato condotto su un campione di oltre 16.000 mila soggetti.

I risultati

Secondo i risultati le diete più consumate sono, in ordine decrescente: onnivora, vegetariana, pescatariana, vegana, chetogenica e paleolitica.

Le diete a più bassa impronta di carbonio sono in ordine decrescente: vegana, vegetariana, pescatariana; mentre le impronte più alte sono di quella onnivora, paleo, e chetogenica.

Luna Riillo

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