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**Lavoro: Pd vs ‘decreto fake’, taglio epocale? E’ solo un bonus, dem con sindacati**

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Roma, 2 mag. (Adnkronos) – Nessun taglio ‘epocale’ delle tasse sul lavoro. E aumento della precarietà. Sia con la possibilità di estendere i contratti a termini che nell’utilizzo dei voucher. Il Pd risponde con una ‘operazione verità’ al video di ieri di Giorgia Meloni girato nelle stanze di palazzo Chigi. Nessuna conferenza stampa per spiegare il decreto Lavoro. La mossa mediatica della premier fa discutere. “Neanche Silvio Berlusconi si era spinto a tanto”, attacca Sandro Ruotolo della segreteria di Elly Schlein. La segretaria domani sarà a Firenze per partecipare al convegno Filmcams Cigl con Maurizio Landini. Il sindacato apprezza.

“La partecipazione della segretaria Pd a un consesso dedicato all’analisi di temi e criticità di comparti professionali particolarmente colpiti dalla precarietà e dalla irregolarità del lavoro come Turismo, Commercio e Servizi, segna l’attenzione per le condizioni in cui operano milioni di lavoratrici e lavoratori impiegati in settori fondanti del mondo del lavoro italiano”, si legge nel sito dell’iniziativa Cgil. Sarà solo un primo appuntamento. Il Pd intende mobilitarsi al fianco dei sindacati. A partire da sabato prossimo a Bologna dove ci sarà la prima mobilitazione del sindacato contro le misure del governo sul lavoro.

Un percorso che incrocia quello di Giuseppe Conte e i 5 Stelle in prima linea contro il decreto che abolisce il Reddito di cittadinanza. “Decreto precarietà”, è lo slogan coniato dal leader M5S. Sul Rdc, però, il governo incontra la non contrarietà di un pezzo dell’opposizione, ovvero il Terzo Polo. Ma Matteo Renzi è durissimo nello ‘smontare’ la premier Meloni sul taglio del cuneo. “Ieri c’era questo video pazzesco da palazzo Chigi in cui Giorgia Meloni con fare solenne annuncia: ‘Abbiamo tagliato 4 miliardi’, sono 3 ma cambia poco, ‘e questo è il più importante taglio di tasse sul lavoro degli ultimi decenni’. Giorgia ma che stai a dì?”, incalza Renzi ricordando l’investimento di 10 miliardi sulla misura degli 80 euro.

“Quello che trovo inaccettabile è la menzogna, si mente sapendo di mentire. Non è un taglio del cuneo, è un bonus per 6 mesi. Un bonus che vale meno di quelli del governo Draghi. Sono 50 euro al mese da luglio a novembre”, incalza il capogruppo Pd al Senato, Francesco Boccia, in tv. Boccia parla di “uno schiaffo alla povertà, un insulto al futuro dei giovani”. Non nega che “c’è una quota che non si ritroverà in tasca dei soldi in più: quelli che perdono il Reddito di cittadinanza, quelli che hanno i voucher, quelli che vedono il contratto a termine prolungarsi visto che è consentito” dal decreto. E a chi gli fa notare che il Pd ha approvato il Jobs Act, replica: “Se dobbiamo fare autocritica , facciamola. Alcuni di noi hanno sostenuto provvedimenti non di sinistra. Schlein era con la Cgil e con i sindacati a manifestare contro il Jobs Act”.

Ad analizzare nel merito quello che finora si sa del decreto – non essendoci stata conferenza stampa, ci si basa sulle anticipazioni giornalistiche – è il responsabile Economia Pd, Antonio Misiani. “Il taglio del cuneo va nella direzione giusta, in tempi di inflazione altissima, ma purtroppo il governo Meloni non ha stanziato nemmeno un euro per prorogarlo nei prossimi anni. Si tratta di un intervento temporaneo, che durerà pochi mesi e si esaurirà a fine 2023. Tutto questo non può bastare per fronteggiare il crollo del potere d’acquisto dei redditi”.

“Quanto alla norma che liberalizza i contratti a termine è un danno per i lavoratori. Meloni invece con il decreto approvato ieri allarga il ricorso ai contratti a termine e estende, in diversi settori, il limite dei voucher da diecimila a quindicimila euro, precarizzando ulteriormente il mercato del lavoro”. Quanto al Rdc viene sostituito con “due misure che possono contare su risorse nettamente inferiori, fino al 30 per cento in meno” ma “la povertà però non è affatto diminuita, anzi la spinta inflazionistica ha prodotto un allargamento delle disuguaglianze sociali cui non il governo Meloni non risponde in alcun modo”.

E a pungere Meloni è anche Renzi che già da ieri ha iniziato la sua contro-campagna al taglio epocale di cui ha parlato la premier. “Questo taglio di tasse, un taglietto, è molto più piccolo di altri interventi. Per esempio vi ricordate gli 80 euro? Giorgia Meloni se li ricorda perchè li definiva mancia elettorale. Bene, gli 80 euro valgono 10 miliardi. Altro che i 3 miliardi della Meloni. Allora quello che è certo è che ieri Giorgia Meloni non ha litigato solo con la politica, ma anche con la matematica. Se si buttano giù le tasse sul lavoro siamo contenti ma allora facciamolo sul serio”.

E dal Pd criticano il video di Meloni anche come mancanza di trasparenza davanti ai giornalisti visto che non c’è stata alcuna conferenza stampa. “La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, pur di non rispondere alle domande dei giornalisti, ha trasformato palazzo Chigi in un set. Ma quello che è andato in onda non era una fiction. Con il decreto approvato ieri, il governo condanna i lavoratori alla precarietà e alla povertà. Ancora una volta c’è un esponente della maggioranza che accusa un giornale, La Repubblica in questo caso, di fare il proprio mestiere: dare le notizie. Il Partito Democratico sta e starà sempre dalla parte di chi informa correttamente l’opinione pubblica”, dice Ruotolo.

E Chiara Gribaudo, vicepresidente Pd: “La premier Meloni sceglie di fare un video, con figuranti i membri del Governo, invece di fare una conferenza stampa. Probabilmente ha paura di una stampa libera che smonti le bugie che ha raccontato su lavoro e taglio delle tasse. Una scena da Repubblica delle banane”.