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Manageritalia, per competitività e crescita puntare su nuova organizzazione lavoro

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Roma, 28 apr. (Adnkronos/Labitalia) – “La giornata del 1° maggio è sempre occasione per un‘analisi delle sfide, dei problemi e delle inerzie del mondo del lavoro. Per lavorare e competere ad adeguati livelli di qualità e valore è oggi indispensabile cambiare in maniera risolutiva l’organizzazione del lavoro nel nostro Paese puntando su competenze, smart working, innovazione tecnologica e immigrazione di qualità. Cambiamenti ed evoluzioni a cui la nostra classe politica non può rimanere sorda e inattiva”. Così Mario Mantovani, presidente di Manageritalia, la federazione nazionale dei dirigenti, quadri ed executive professional del commercio, trasporti, turismo, servizi, terziario avanzato che rappresenta, in Italia, oltre 41.000 manager.

“Oggi – spiega Mantovani – lo smart working, inteso come massima flessibilità di tempi e luoghi del lavoro con al centro gli obiettivi e competenze delle persone è lo strumento principe da sviluppare e implementare all’interno delle nostre aziende per creare un’organizzazione del lavoro con soluzioni adeguate alle esigenze dei singoli settori, dei livelli di servizio al cliente e dei processi operativi e produttivi. Un compito sempre più affidato alle competenze dei manager che devono trovare, nelle norme e nella contrattazione collettiva, strumenti flessibili, un quadro generale di diritti e doveri all’interno del quale declinare soluzioni concrete e utili al corretto bilanciamento tra lavoro e vita privata per le proprie risorse umane e le proprie imprese”.

“Lo sviluppo – continua Mantovani – deve essere sempre più connesso con l’evoluzione tecnologica. Occorre pertanto incrementare le competenze dei lavoratori, inclusi i manager, che non possono essere soltanto utilizzatori finali ma devono comprenderne le potenzialità e le implicazioni come ad esempio quelle dell’intelligenza artificiale, oggi, sempre più utilizzata per analizzare e prevedere i comportamenti dei consumatori, dei mercati finanziari nonché anticipare scelte e interventi in differenti ambiti: dalla logistica ai trasporti sino alle manutenzioni”.

“Infine – prosegue – per far fronte ai cambiamenti sociali e demografici che stanno interessando il Paese, negli ultimi decenni, abbiamo sempre più bisogno di concrete politiche d’immigrazione che consentano d’incrementare la forza lavoro qualificata, a tutti i livelli, per garantire non solo la continuità operativa delle nostre aziende ma soprattutto del nostro sistema previdenziale”.

“Tre scelte strategiche sui cui puntare – sostiene – che non posso prescindere da una semplificazione delle norme sul lavoro, volta a favorire la convergenza tra lavoro subordinato e autonomo, con pari livelli di tutele quali il welfare, evitando distorsioni dovute a norme fiscali e contributive spesso inadeguate e frutto di scenari ormai appartenenti al passato”.

“Questa – avverte Mantovani – la sfida che attende la nostra classe politica chiamata a porre in essere azioni concrete a tutela del lavoro e del potere di acquisto degli stipendi erosi dall’inflazione”.