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Trump incriminato, giudice: “Niente telecamere durante udienza”

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Washington, 4 apr. (Adnkronos) – Le emittenti televisive americane non saranno autorizzate a trasmettere la diretta dell’udienza di incriminazione dell’ex presidente Donald Trump oggi a New York. A stabilirlo è stato il giudice ad interim della Corte Suprema di New York, Juan Merchan, respingendo la richiesta di diverse testate di poter trasmettere lo storico procedimento. I legali dell’ex presidente avevano chiesto di negare loro l’accesso all’aula. A un gruppo di cinque di fotografi verrà invece data la possibilità di scattare immagini prima dell’inizio dell’udienza, “fino al momento in cui non verrà loro ordinato di lasciare il palco della giuria dal personale del tribunale”.

Nel comunicare la decisione, il giudice ha scritto: “Che questa accusa riguardi una questione di importanza monumentale non può essere contestato. Mai nella storia degli Stati Uniti un presidente in carica o passato è stato incriminato con accuse penali. L’accusa del signor Trump ha generato un interesse pubblico e un’attenzione dei media senza precedenti. La popolazione vuole giustamente informazioni più accurate e aggiornate disponibili. Suggerire il contrario sarebbe falso”. Ma – ha sottolineato – l’interesse delle organizzazioni giornalistiche a fornire il più ampio accesso possibile ai procedimenti deve essere soppesato a fronte di “interessi concorrenti”.

L’ex presidente, il primo nella storia a essere incriminato, potrebbe rientrare in Florida subito dopo l’udienza, prevista alle 14.15 ora locale (le 20.15 in Italia), dove è atteso a un evento pubblico. Trump ha attaccato i magistrati, ‘rei’ di non indagare sul modo in cui Joe Biden ha gestito i documenti riservati mentre lui viene perseguito per le carte trovate a Mar-a-Lago. “Quando esamineranno i documenti di Biden?… Io ho seguito il Presidential Records Act, lui no. Lui ha ostacolato, io no. Il procuratore Jack Smith, che odia Trump e che è un pazzo, dovrebbe ‘PRENDERE BIDEN!, ha scritto l’ex presidente sul social Truth.

L’amministrazione Biden dal canto suo ha dichiarato di stare monitorando le conseguenze dell’incriminazione di Trump ed è in contatto con le autorità statali e locali. A dirlo il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, parlando della possibilità di proteste violente: “Saremo pronti se ci sarà bisogno. Speriamo che non serva”.