**Imprese: Cartia d’Asero (Gruppo 24 Ore), ‘istituzioni facciano loro parte per vera parità di genere’**
Milano, 3 apr. (Adnkronos) – “Il Gruppo 24 Ore è la prima società ‘media’ in Italia ad aver ottenuto, lo scorso dicembre, la certificazione della parità di genere e ci siamo presi degli impegni all’interno del primo piano di Esg della storia del gruppo. Oltretutto al Festival dell’Economia di Trento ci sarà una forte presenza femminile qualificata, tanto che nei panel abbiamo il 37% di donne. Lo ha detto all’Adnkronos Mirja Cartia d’Asero, amministratrice delegata del Gruppo 24 Ore, evidenziando l’importanza della valorizzazione del ruolo delle donne e sollecitando le istituzioni a fare la loro parte affinché possa essere presto raggiunta una concreta parità di genere.
In un intervento reso stamane in occasione dell’avvio di un programma di eventi e seminari formativi sul tema della certificazione della parità di genere, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha sottolineato quanto, su questo tema, ci sia ancora molto da fare: “Sono assolutamente d’accordo -afferma la manager- e dico anche di più, le istituzioni devono fare la loro parte”. Del resto, “abbiamo visto quanto la legge ‘Golfo Mosca’, che imponeva quote di genere nei consigli di amministrazione e collegi sindacali delle società quotate in Italia, abbia inciso apportando un miglioramento qualitativo di tutti i board. Io credo sia stata una iniziativa istituzionale di successo”.
In questo senso, “la proposta della ministra del precedente governo, Elena Bonetti, di rendere obbligatoria la certificazione della parità di genere per poter partecipare agli appalti pubblici, non dovrebbe essere trascurata; non rendere obbligatoria la certificazione, cioè, potrebbe essere un’occasione persa”.
E allora, “so che ci sono delle interlocuzioni in corso, ma io auspico fortemente che resti un provvedimento obbligatorio. Anche perché sono convinta che l’economia italiana abbia già dimostrato di aver accolto questa misura con molto favore, tant’è che alla fine dello scorso anno le aziende che avevano chiesto di essere certificate erano già più di mille”.
E poi, aggiunge, “anche la presidente Meloni ha detto che accoglierebbe con favore l’ingresso di una donna alla guida di una delle partecipate più rilevanti del Paese; confido che questo sia il suo orientamento non in quanto donna, quanto piuttosto perché la diversità nei ruoli apicali porta comunque anche un potenziale incremento del Pil in misura significativa, come è stato certificato da numerosi studi”. E dunque “il mio messaggio è di continuare in questa direzione”.
A questo punto non sorprenderebbe l’ipotesi che la stessa Giorgia Meloni, prima premier donna d’ Italia, facesse una apparizione al Festival dell’Economia di Trento per ‘sancire’ questo concetto: “Beh -sorride l’ad- questa potrebbe essere una bella sorpresa, anche se tra gli ospiti abbiamo già molte donne di spicco, come la presidente della Borsa Italiana Claudia Parzani. Certamente -conclude- la presidente del Consiglio sarebbe un’ospite gradita”.
