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Calcio: Figc, bagno di folla per Gravina e Mancini alla Sapienza

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Roma, 30 mar. – (Adnkronos) – Una folla di studenti ha accolto il presidente della Figc Gabriele Gravina e il Ct della Nazionale Roberto Mancini all’Università La Sapienza di Roma, sede dell’evento ‘L’(In)sostenibile leggerezza del calcio’, iniziativa dedicata al mondo del calcio e alla sua sostenibilità economico-finanziaria e di ordine sociale. Nel corso dell’evento, che si è tenuto nell’Aula 1-Tarantelli della Facoltà di Economia, si è analizzato come l’evoluzione dei contesti normativi, la crescente globalizzazione e digitalizzazione dell’industria del calcio stiano modificando radicalmente il modello di business dei club sportivi, le loro fonti di ricavo, gli equilibri economico-finanziari, l’atteggiamento del consumatore-tifoso e l’appealing per gli investitori internazionali.

“Ritengo che il concetto di crescita debba essere accompagnato da un fenomeno naturale del nostro mondo: vanno messi sotto controllo i costi altrimenti non si va da nessuna parte – ha spiegato Gravina -. La nostra dimensione economica è una dimensione che molti leggono attraverso una serie di parametri che sono legittimi nel campo dell’economia, come bilanci, ricavi, costi o perdite. Ma il calcio va oltre la regola del bilancio. Ha un impatto sociale. La Federazione lavora da tempo su questi aspetti”.

Il presidente della Federcalcio ha poi precisato come il calcio impatti sul Pil del paese per lo 0.58%: “E tutto ciò genera interessi, ma quando cresce la dimensione economica, bisogna far crescere anche quella sociale -. Ad esempio stiamo consegnando in Ucraina 24mila capi d’abbigliamento della Nazionale per un valore di 400mila euro. Per questo il calcio deve essere il luogo del confronto e del rispetto, tenendo fuori tutto ciò che è lontano da questo”.

Mancini, invece, dopo le prime due partite di qualificazione a Euro 2024 che hanno visto protagonista la Nazionale, ha fatto il punto della situazione sul momento della squadra e del calcio italiano. “Quello della mancanza di talento è un problema che in Italia esiste già da anni, ora è solo più grande – le parole del Ct -. Quando giocavo io erano pochi gli stranieri, ora è il contrario. Abbiamo difficoltà nel trovare talenti. Il problema maggiore, poi, è la possibilità che i giovani hanno di esprimersi. Se uno è giovane ma ha qualità deve avere la possibilità di giocare, di fare i suoi errori e poi avere altre chance. Nel mio lavoro cerco di fare questo perché in Italia ci sono tanti giovani e se gli danno modo di esprimersi ci daranno grande soddisfazioni. Nei miei giocatori prima di tutto cerco la qualità tecnica e poi anche il modo di comportarsi con i compagni. Prendo ad esempio le convocazioni per l’Europeo vinto, c’erano tanti bravi giocatori che sono rimasti fuori e meritavano di esserci, ma in quel caso facemmo delle scelte anche in base alle caratteristiche comportamentali che ci hanno portato a vincere un campionato d’Europa quasi impossibile”.